Attentato a Gerusalemme, uccise 6 persone. Il clima è incandescente mentre parte la Flotilla
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Un attentato scuote Gerusalemme, alimentando ancora di più le tensioni tra Israele e Palestina. Nella mattina di oggi, 8 settembre, due uomini hanno assaltato un autobus, uccidendo almeno 6 persone, tra cui 3 ragazzi di meno di 30 anni. Altre 6 persone sono rimaste ferite gravemente, e altri 5 sono rimasti coinvolti in maniera lieve. Secondo le prime ricostruzioni, gli uomini sono saliti a bordo del mezzo e poi hanno aperto il fuoco sui passeggeri. A intervenire, uccidendoli, sono state poi due persone sul mezzo, un militare e un giovane ebreo ultra-ortodosso armato. Tra i morti ci sono tre 3 rabbini. L’attacco è avvenuto a Ramot Junction, all’ingresso nord di Gerusalemme.
L’atto non è stato rivendicato da Hamas che però ha esaltato l’impresa come “una operazione eroica”, aggiungendo che si stratta di “una risposta naturale ai crimini di occupazione”. Con questo ha chiamato alla rivolta anche gli altri palestinesi, invitandoli a intensificare lo scontro. Il caso accade non in una data qualunque ma nel giorno in cui il premier Benjamin Netanyahu, era atteso in tribunale a Tel Aviv per la ripresa del processo per corruzione. A causa dell’attentato l’udienza è stata rimandata, così da permettere al Primo Ministro di Israele di andare insieme al ministro Ben Gvir, sul luogo dell’attentato: “Siamo impegnati in una feroce guerra contro il terrorismo su più fronti”, ha detto il Primo Ministro nelle interviste sul luogo dove è avvenuta la strage, mentre nella zona si cercano possibili complici.
Secondo i media israeliani, i due attentatori sarebbero palestinesi di 20 anni circa, provenienti dai villaggi di al-Qubeida e Qatanna, nei pressi della città cisgiordana di Ramallah. Questi due villaggi sono stati circondati e ogni casa è stata perquisita. “Arresteremo chiunque abbia aiutato e inviato i terroristi – ha detto Netanyahu – e adotteremo misure ancora più incisive”. Oltre alle misure prese dalla polizia, si attendono ripercussioni anche nella già grave situazione della Palestina, come annuncia lo stesso ministro della Difesa israeliano Israel Katz. “Come abbiamo sconfitto il terrorismo palestinese nel campo di Jenin e nella Samaria settentrionale, così faremo presto in altri campi terroristici – ha affermato – chiunque sponsorizzi e diriga il terrorismo ne pagherà l’intero prezzo”.
Non poteva dunque avvenire in un clima peggiore e destabilizzato la partenza della Global Sumud Flotilla, la flotta navale partita dall’Europa, Italia compresa, che dovrà spezzare il blocco israeliano per far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza. Mentre gli occhi del mondo oggi sono puntati su Israele, infatti, per l’attentato a Gerusalemme (Israele giocherà contro l’Italia con il lutto al braccio) è in corso il tentativo da parte di operatori umanitari di fermare il genocidio a Gaza, attraverso centinaia di migliaia di aiuti umanitari diretti in Palestina. Lo stato d’animo mondiale è rappresentato dall’Unione Europea che alla luce di quanto accaduto “esorta le parti e la comunità internazionale a fare tutti gli sforzi per finalmente portare questo terribile conflitto a una fine attraverso un cessate il fuoco immediato e permanente che consentirebbe la fornitura di un’assistenza umanitaria massiccia, immediata e senza ostacoli”. Dall’altro lato esprime preoccupazione la portavoce della Commissione Europea, Eva Hrncirova, che chiede di “non incoraggiare la missione della Flotilla a Gaza perché potrebbe peggiorare notevolmente la situazione e mettere in pericolo i suoi partecipanti“.
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