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Attentato contro il giornalista Sigrifido Ranucci, la sua auto fatta esplodere con un chilo di esplosivo
Attualità

Attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci, la sua auto fatta esplodere con un chilo di esplosivo. La solidarietà della nostra redazione

Alan David Scifo
Alan David Scifo
Ottobre 17, 2025

In questo articolo

  • Ranucci: "Mia figlia aveva parcheggiato venti minuti prima"
  • Il clima di isolamento denunciato da Ranucci
  • Solidarietà da Mattarella e Meloni

Ranucci è sotto scorta dal 2009 per le inchieste di Report. Sul fatto indaga l’Antimafia di Roma. “Quello di stanotte è stato un salto di qualità preoccupante, proprio davanti casa, l’anno scorso erano stati trovati dei proiettili”.

Un ordigno con circa un chilo di esplosivo è scoppiato a Pomezia, vicino all’auto del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. L’esplosione ha coinvolto le macchine del giornalista e di sua figlia parcheggiate davanti casa: secondo la ricostruzione del fatto, sembra che l’ordigno sia stato piazzato tra la vettura e un cancello dell’abitazione del giornalista, tra due vasi esterni alla villetta. La bomba, di origine rudimentale, non è stata azionata a distanza o con un timer ma è stata lasciata, presumibilmente con la miccia accesa. Questo è quanto emerge dalle prime verifiche investigative svolte dai Carabinieri coordinati dai pm della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia).

Gli inquirenti stanno cercando eventuali telecamere che abbiano immortalato il momento cui l’ordigno è stato lasciato e hanno già analizzato i residui dell’esplosivo. Sulla vicenda indagano i pm dell’antimafia di Roma. Al momento il pm della Dda Carlo Villani- coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò- procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso in attesa di ricevere le prime informative dalle forze dell’ordine intervenute.

Ranucci: "Mia figlia aveva parcheggiato venti minuti prima"

Attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci, la sua auto fatta esplodere con un chilo di esplosivo. La solidarietà della nostra redazione
Sigfrido Ranucci (64 anni) è un giornalista e autore televisivo.

A dare la notizia della bomba, la cui esplosione è stata avvertita dall’intero quartiere, è lo stesso giornalista di Report: «Due ordigni – si legge nel post – hanno distrutto le automobili parcheggiate davanti casa a Campo Ascolano, alle porte di Roma. Le deflagrazioni sono state così forti da scuotere l’intero quartiere». «Sono in auto con la scorta dei carabinieri e sto andando a denunciare quanto accaduto – ha aggiunto poi all’ANSA Sigfrido Ranucci – Mia figlia ha posteggiato la sua auto ed è passata da lì venti minuti prima dell’accaduto. Sembra che si tratti di un ordigno rudimentale, ma ora bisogna vedere la natura dell’esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice». Il giornalista è sotto protezione dal 2009 perché già in passato è stato oggetto di minacce di varia natura, anche dalla mafia, per i servizi di inchiesta della tr,asmissione che adesso conduce. Nonostante le passate minacce l’ordigno esplosivo ha scosso profondamente il giornalista: «Quello di stanotte è stato un salto di qualità preoccupante, proprio davanti casa, l’anno scorso erano stati trovati dei proiettili». L’esplosione avrebbe potuto uccidere, secondo coloro che sono intervenuti: carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica.

Il clima di isolamento denunciato da Ranucci

Attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci, la sua auto fatta esplodere con un chilo di esplosivo. La solidarietà della nostra redazione
Giampaolo Rossi, Amministratore delegato Rai

Da un lato le minacce e la scorta, ma dall’altro lato negli ultimi tempi Sigfrido Ranucci, ha anche denunciato attorno a lui un “clima di isolamento e di delegittimazione”. Per l’accaduto Ranucci verrà ascoltato dalla Commissione antimafia. L’ad Rai Giampaolo Rossi e l’intera azienda, intanto esprimono massima solidarietà per il grave e vile attentato intimidatorio. «Il ruolo della Rai e di chi opera al suo interno è quello di garantire dialogo, pluralismo e rispetto nel racconto quotidiano del nostro tempo – si legge in una nota – La Rai respinge con forza e determinazione ogni minaccia contro chi svolge il proprio lavoro nel Servizio Pubblico. L’essenza vitale della nostra democrazia è la libertà informativa che la Rai garantisce e che i suoi giornalisti rappresentano».

Solidarietà da Mattarella e Meloni

25 aprile, il giorno della Liberazione durante il lutto nazionale divide la politica
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (83 anni)

Vicinanza da più parti e condanna dell’accaduto è stata espressa dal mondo del giornalismo e della politica. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire a Sigfrido Ranucci la sua solidarietà, esprimendo “severa condanna” per il grave gesto intimidatorio. Mentre la premier Giorgia Meloni, esprime «piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere», si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. «Un gesto gravissimo, vile, inaccettabile. Un ordigno ha fatto esplodere l’auto di Sigfrido Ranucci, davanti alla sua abitazione. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma resta la gravità estrema di un atto che colpisce non solo un giornalista, ma la libertà stessa di informare e di esprimersi. A lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà e vicinanza»: così il ministro Guido Crosetto sul profilo X del ministero della Difesa. Solidarietà anche da Matteo Salvini: «Quanto successo a Pomezia è di una gravità inaudita e inaccettabile. Totale solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia» – scrive. «Esprimo ferma condanna per il grave atto intimidatorio subito dal giornalista Sigfrido Ranucci e dalla sua famiglia, ai quali rivolgo la mia piena solidarietà. Non esiste motivazione che possa giustificare questa violenza», è il messaggio su X del vice premier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. Al fianco del giornalista anche il ministro Matteo Piantedosi e la leader del Pd Elly Schlein, che ha detto: «L’attentato a Sigfrido Ranucci è un attentato alla democrazia e alla libertà di informazione. Un attacco vile e pericoloso a una persona già sotto scorta per aver svolto il suo lavoro di giornalista d’inchiesta, un attacco che richiede la reazione e la presenza delle istituzioni. Non possiamo accettare alcuna intimidazione al giornalismo d’inchiesta».

Giuseppe Conte esprime su X la solidarietà del Movimento 5 Stelle: «La bomba che ha distrutto la sua auto e quella di sua figlia, che poteva ucciderli, è un attacco a tutti noi. Dobbiamo far sentire tutta la nostra vicinanza a un giornalista che combatte ogni giorno per difendere centimetro dopo centimetro la sua libertà nel servizio pubblico. È stato ripetutamente delegittimato, deriso e sbeffeggiato dalla politica, anche dentro le istituzioni, anche in occasioni ufficiali. Merita tutta la nostra convinta difesa. Perché in gioco e in pericolo non è solo lui ma il diritto di informare e fare seriamente inchieste senza padroni. La sua libertà di investigare è anche il nostro diritto ad essere informati: è la difesa della democrazia. Non possiamo permetterci tempi bui su questo. I giornalisti con la schiena dritta, che fanno inchiesta senza timori reverenziali, sono un patrimonio comune. Andrebbero rispettati, protetti e difesi con forza. Da tutti».

Nel pomeriggio, diversi manifestanti tra cui molti colleghi giornalisti si sono riuniti fuori dagli studi di Report, urlando: «Siamo noi la tua scorta». Ranucci, visibilmente commosso si è affacciato per ringraziare tutti coloro che hanno voluto portargli la propria solidarietà. Tra cui c’è anche la nostra.

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