Beppe Convertini a Roma per presentare il nuovo libro “Il Paese delle Tradizioni”
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Presentato a Palazzo Brancaccio il nuovo libro di Beppe Convertini, un viaggio tra sagre, ricette, mestieri e radici nostrane: un inno all’Italia che non si dimentica.
Luci calde, stucchi d’oro, affreschi che profumano di storia. Palazzo Brancaccio, salotto aristocratico della Capitale, si è trasformato per una sera nel grande teatro dell’identità italiana. È qui che Beppe Convertini, volto amato di Unomattina in Famiglia, di Azzurro – Storie di Mare e attualmente nel cast di Ballando con le Stelle, ha presentato ieri, 25 novembre, il suo nuovo libro Il Paese delle Tradizioni. Non un semplice volume, ma una dichiarazione d’amore verso un’Italia che sa di pane, di sagre, di dialetti, di mani che sanno fare. Un progetto corale, nato anche grazie alla collaborazione delle Pro Loco, veri custodi della memoria territoriale.
Donne custodi di memoria, tradizioni e futuro
La serata è stata intensa, narrata come un romanzo e vissuta come una festa. Sul palco tre compagni di viaggio d’eccezione: Angelo Mellone, Direttore del Daytime Rai; Valentina Bisti, volto del Tg1; Antonino La Spina, Presidente UNPLI. Ognuno ha portato una chiave, una sfumatura, un pezzo di Paese. Convertini, visibilmente emozionato, ha spiegato: «Il mio viaggio tra le tradizioni italiane è nato dall’amore per la nostra gente: nei borghi, nelle sagre, nei riti che resistono grazie alle comunità. È lì che si custodisce l’Italia più vera. Questo libro è un grazie a chi tiene accesa questa fiamma».
Mellone ha rafforzato il ponte tra TV e realtà, raccontando come il servizio pubblico debba essere specchio del territorio: «I programmi del daytime devono essere il ponte tra la televisione e il Paese reale. Attraverso libri come quello di Beppe e attraverso la tv, possiamo riscoprire feste, lavori, riti collettivi, storie che raccontano davvero chi siamo».
Valentina Bisti ha espresso invece un pensiero gentile e tanto potente: le donne come archivio emotivo del Paese, guardiane di ricette, di ricordi, di riti familiari. Un intervento dal valore simbolico, in una giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. A seguire, Antonino La Spina ha dato voce alle Pro Loco, svelando la bellezza di un patrimonio fragile e prezioso: «Pro Loco – ha ricordato – deriva da “pro loco”, “a favore del luogo”. È ciò che facciamo ogni giorno: custodiamo identità, feste, dialetti, memoria, tradizioni che rischierebbero di perdersi. Il libro di Beppe è un atto d’amore verso questa Italia».
Volti Rai, amici, artisti: l’Italia dello spettacolo applaude







E poi è arrivata la musica. Quella viva, fatta di tamburi contadini, botti, tini e falci dei Bottari. Il ritmo è antico, quasi tribale, e vibra sotto le volte del palazzo. Gli Stornellatori Romani hanno portato invece l’ironia popolare, regalando a Convertini uno stornello inedito:
«Er mare fonte de vita e de passione
se po’ conosce puro in televisione.
Co’ le storie e le testimonianze de le persone
c’è chi ce fa ‘na bella trasmissione.
Con Convertini l’Italia è tutta ‘na emozione».
Convertini non è stato solo durante la presentazione del suo ultimo libro. Tra flash, telecamere e strette di mano, sono arrivati ospiti, colleghi, amici tra cui Anna Falchi, Vira Carbone, Francesca Fialdini, Mario Ermito, Monica Marangoni, Miriana Trevisan, Roberta Garcia, Nadia Bengala, Federica Gentile, Luca Sardella, Sofia Bruscoli, Marzia Roncacci, Federica De Denaro, Adriana Russo, Veera Kinnunen, Paola Comin, Antonio Flamini e molti altri. Una comunità viva, che si è stretta attorno a un progetto che profuma di verità.
Il Paese delle Tradizioni, infatti, non è solo un viaggio: è un album di sapori, profumi e ricette che appartengono all’infanzia collettiva italiana. Ogni pagina riapre una porta, riportando a tavole di casa, feste patronali, mestieri che non devono sparire. Insomma, il libro di Convertini, oltre a essere un inno all’Italia che non si dimentica, è anche un vero e proprio atto di resistenza culturale.
Roma lo ha capito e lo ha celebrato. Perché l’Italia che Convertini racconta non vive nei musei, ma nelle piazze, nelle case delle nonne, nei borghi e nella memoria che, grazie a chi la custodisce, continua a essere viva. Per fortuna!
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