Can Yaman: «C’è una donna che mi segue ovunque!»
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Sembra l’inizio di un thriller. Aeroporti, hotel, red carpet: lei è sempre lì. Lo guarda, lo fotografa, lo aspetta. Can Yaman è abituato a essere seguito dai fan, ma questa volta la cosa si fa quasi… cinematografica. «Questa signora spagnola mi segue. Quando andrò in Brasile o da qualche altra parte, la troverò in aeroporto», ha rivelato l’attore.
No, non è una stalker. È una fan. Ma non una qualsiasi: è il simbolo vivente della Yaman-mania, quella febbre collettiva che ha travolto l’Italia e ora punta a contagiare anche il resto del mondo.
Stavolta, la misteriosa ammiratrice dell’attore turco lo ha seguito fino a Londra. Ma che ci faceva Can nel Regno Unito? No, non era lì per fare shopping a Carnaby Street. L’attore turco era nella capitale britannica per la presentazione mondiale della sua nuova sfida: Sandokan. Evento da tappeto rosso all’Odeon di Leicester Square, prime immagini in anteprima e un solo obiettivo: farsi conoscere (e amare) anche oltre la Manica.
«Ora mi sento un londinese. Essendo nato a Istanbul, ho bisogno di un po’ di caos, e Londra è perfetta», ha ammesso. Yaman ha mostrato un entusiasmo contagioso, tra battute, foto e racconti. E ha scoperto di avere persino fan britannici. «Non lo sapevo ancora», ha ammesso sorridendo. Ma non si ferma qui.
L’intento di Can è conquistare il mondo. E può farcela! Sandokan è molto più di un reboot nostalgico. È il cavallo di Troia con cui Yaman vuole fare breccia nei cuori internazionali. Una produzione kolossal firmata Lux Vide e Rai Fiction, pronta a sbarcare ovunque grazie alla distribuzione di Fremantle. Dimenticate la sola Italia: qui si punta a Netflix, Stati Uniti, Paesi del Nord.
«Con Sandokan spero di raggiungere un altro livello di fandom, anche in altri Paesi, magari negli Stati Uniti e nei paesi del Nord», ha detto. Ambizioso? Sì. Ma anche perfettamente lucido. Perché, se c’è un attore che può far tornare Sandokan un sex symbol da esportazione, è proprio lui.
Yaman conosce bene la devozione dei suoi fan. L’ha sperimentata in ogni angolo del mondo. In Italia, è un re. E non si tira indietro quando si tratta di selfie, strette di mano e dediche. «Oltre l’80 per cento dei miei fan è donna. Ce ne sono di un po’ ossessive, che quando prendi loro il cellulare per scattare il selfie ti accorgi che mi hanno stampato dappertutto», ha rivelato. Un amore travolgente, a volte al limite del fanatismo, tanto che qualcuno si è persino tatuato il suo nome sulla pelle, stampato in un cuore. Ma per lui, è un orgoglio: «Non mi lasciano mai solo». Una frase che suona come un giuramento reciproco… e che la fan di cui parlavamo poc’anzi deve aver preso alla lettera!
Ma a colpire di Can non è solo l’aspetto fisico, bensì anche la sua personalità, il suo talento e la sua professionalità. Per interpretare la Tigre della Malesia, Yaman non ha solo indossato i panni di Sandokan. Ci è entrato dentro con tutto se stesso. Dieta feroce, allenamenti quotidiani, disciplina militare.
Ha perso dieci chili in un mese grazie al digiuno intermittente. Tutto per trasformare il suo corpo in quello di un guerriero credibile, pronto a combattere in giungla… e in prima serata.
Per questo Can Yaman è seguito ovunque. Non solo da quella signora spagnola, ma da un esercito silenzioso di fan che lo accompagna, lo acclama, lo aspetta. Londra era solo l’inizio. Sandokan debutterà in Italia in autunno su Rai1, ma l’effetto è già globale.
Il messaggio è chiaro: che sia Istanbul, Roma, Londra o New York… dove va Can Yaman, arrivano anche loro, le yamanine.
E, di certo, arriva anche quella signora. Puntuale. All’aeroporto.
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