Clarissa Marchese: «Io e Federico abbiamo superato una crisi»
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Dopo quasi 10 anni di amore e due figli, Clarissa Marchese e Federico Gregucci sono ancora saldi al timone della loro vita di coppia! L’ex tronista di Uomini e Donne ci racconta come la nascita del secondogenito abbia strappato temporaneamente gli equilibri con suo marito e ci svela come ha “ricucito”.
Ci sono storie d’amore che sembrano fatte per resistere al tempo, ai traslochi, alla stanchezza e persino al giudizio. Storie come quella tra Clarissa Marchese e Federico Gregucci, nati come coppia tra le luci di Uomini e Donne e cresciuti nel silenzio quotidiano della vita vera. Oggi, Clarissa è una madre, una compagna, una donna indipendente che si divide tra Milano e la Sicilia, tra bambini, lavoro e sogni. Ma soprattutto è una voce lucida e gentile di un femminile che non cerca il sensazionalismo, ma dice la verità e ci fa i conti. Perché in fondo anche questo vuol dire amare a lungo termine, attraversare la fatica, prendersi cura dell’altro e non perdere se stessi.
Lei e Federico state insieme dal 2016, un tempo lunghissimo se paragonato alla fragilità delle relazioni che nascono attualmente a Uomini e Donne. Secondo lei, perché oggi le coppie sembrano così instabili?
«Non credo ci sia una vera differenza tra le coppie di ieri e quelle di oggi. La verità è che serve tanta fortuna nel trovare la persona giusta. Uomini e Donne è solo un’opportunità per incontrare qualcuno. Ma conta moltissimo con quali intenzioni ci arrivi: se lo fai con il cuore aperto e con la voglia autentica di innamorarti, può fare davvero la differenza. Poi certo, serve anche quel colpo di fortuna che ti fa incontrare chi è davvero compatibile con te. A noi è successo e lo considero un dono enorme. Ma come è successo a noi, può succedere anche ad altri. Bisogna solo non farsi travolgere troppo dal contesto e rimanere fedeli a ciò che si cerca davvero».
Un trasloco, anzi due, e un nuovo bebè
C’è mai stato un momento in cui ha pensato che non ce l’avreste fatta?
«In nove anni è normale attraversare momenti di difficoltà e di forte stress. Il più complicato, senza dubbio, è stato dopo la nascita di Christian. Era un periodo estremamente delicato: l’arrivo di un secondo figlio ha inevitabilmente scosso gli equilibri che avevamo costruito tra me, Federico e Arya. Dovevamo trovare un nuovo assetto familiare, e già questo avrebbe richiesto tempo e pazienza. In più, eravamo nel pieno di un trasloco… anzi, di due. Ci stavamo trasferendo a Milano in pianta stabile, ma allo stesso tempo sistemavamo casa in Sicilia. Io non dormivo, allattavo esclusivamente al seno e nel mentre, facevo scatoloni. È stato un periodo di grande stanchezza fisica ed emotiva e ovviamente la coppia ne ha risentito».
Quanto ha contato la capacità di resistere nei momenti difficili, rispetto all’impulso di cambiare appena qualcosa non funziona?
«Tantissimo. Oggi, purtroppo, si molla tutto alla prima difficoltà. Si cambia, si prova qualcosa di nuovo, come se fosse normale non “aggiustare” più nulla. È una mentalità che arriva un po’ da tutto questo consumismo che ci circonda: butti via ciò che si rompe, invece di provare a ripararlo. E questo atteggiamento lo abbiamo portato anche nei rapporti umani. Invece io credo che nei momenti difficili serva proprio quella volontà di sistemare, di “rattoppare” se serve, di coprire le crepe inevitabili che ogni relazione si porta dietro. Perché sì, mandare tutto all’aria può sembrare la soluzione più semplice e immediata, ma spesso non è quella giusta. Bisogna ricordarsi perché si è scelto l’altro, quali sentimenti ci tengono legati. E tenere ben presente tutto questo nei momenti in cui le cose si complicano. Solo così, secondo me, si resta uniti davvero».
Quali sono le sfide più grandi che ha incontrato nella vita coniugale? Come le ha affrontate?
«In tutta sincerità, finora, siamo stati fortunati e non ne abbiamo vissute di così grandi. Una buona stella ci ha accompagnati, ci ha regalato salute, amore, rispetto e serenità per noi e per le persone che amiamo. Una piccola crisi, come dicevo, c’è stata dopo la nascita di Christian, ma l’abbiamo superata in fretta. Poi c’è stato il dolore per la perdita di mia nonna, ma quella è stata una ferita mia personale. Ho cercato di non riversarla nella coppia, forse per carattere, forse per protezione. Finora abbiamo avuto la fortuna di non dover affrontare nulla che sembrasse insormontabile».
Essere madre l’ha cambiata?
«Sì, mi ha dato una consapevolezza nuova della vita, di ciò che davvero conta, di cosa significhi amare in modo profondo. Ho sempre sentito dentro di me un fortissimo istinto materno. Quando sono diventata mamma, ho capito che la mia vita aveva un senso ancora più pieno. Mi ha trasformata come persona, mi ha arricchita a livello emotivo: ho scoperto un amore immenso, ma anche nuove paure, nuove fragilità. Mi sento più completa da quando sono madre».
Ha mai avuto la sensazione di essere più sopraffatta lei, rispetto a Federico, dalle responsabilità familiari e genitoriali?
«Sì. È una realtà che mi appartiene, e che oggi riesco ad accettare e a raccontare con serenità. Vivendo a Milano senza l’aiuto delle nostre famiglie, dobbiamo cavarcela da soli, dividerci i compiti e trovare un equilibrio tutto nostro. Io lavoro e con orgoglio posso dire che contribuisco attivamente alle finanze della nostra famiglia. In più mi occupo della casa, preparo pranzi e cene, gestisco tutto quello che è dietro le quinte del quotidiano.
Federico mi aiuta soprattutto con i bambini: li accompagna a scuola, li porta al parco… diciamo che lui si occupa della parte più “divertente”. I pensieri, però, la pressione, le responsabilità organizzative, quelle le gestisco io. È tanto, a volte troppo. Sì, potrei pretendere di più, lo so. Ma con il tempo ho capito che non sempre le cose si possono cambiare del tutto. Allora trovi un modo per adattarti, per organizzarti, per costruire un equilibrio che, per quanto imperfetto, ti permetta di andare avanti».
Capita spesso che certi ruoli ricadano “automaticamente” sulle donne…
«Sì. È un tema culturale, sociale. Sarebbe bello che certe dinamiche cambiassero, che ci fosse una distribuzione più equa. Ma è un processo lento, lunghissimo. So che esistono famiglie dove l’uomo è presente a 360 gradi, dove c’è una parità reale. Ma non è il nostro caso. E non è facile. Ci sono dei momenti in cui mi rendo conto di avere un sovraccarico di stress importante e il mio corpo mi manda dei segnali».
Cioè?
«Ho sperimentato dei silenziosi attacchi di panico. È successo, ad esempio, dopo la morte di mia nonna. Sentivo di non riuscire a respirare bene e, avendo avuto in passato problemi ai polmoni, temevo che potesse essere qualcosa di fisico. Gli specialisti mi dicevano che era tutto a posto, finché una dottoressa mi ha chiesto semplicemente: “Raccontami la tua giornata. Hai vissuto qualcosa di difficile di recente?”.
E lì mi sono aperta, le ho raccontato cosa stavo attraversando… lei mi ha detto: “Guarda, questi sono attacchi di panico”. Io avevo in mente l’idea classica, quella un po’ cinematografica: persone che urlano, svenimenti, crisi evidenti. Invece no. Mi ha spiegato che possono manifestarsi anche in modo molto più sottile, come nel mio caso. Ora, quando sento che sto per arrivare al limite, lo riconosco. Chiedo un po’ più di aiuto a Federico, cerco di rallentare, di alleggerire i pensieri. Non è facile, ma so che il mio corpo mi sta parlando, mi sta chiedendo di fermarmi un attimo. E ascoltarlo è fondamentale».
I suoi cari sono sempre al primo posto
Con tutto questo gran da fare non rischia di mettere se stessa da parte?
«Io metto sempre al primo posto i miei figli, la mia famiglia, il loro benessere. E inevitabilmente, sì, mi sono messa da parte. Ma non è qualcosa che ho vissuto come una rinuncia forzata. È successo in modo naturale, quasi automatico, al punto che non mi sono neanche posta il problema di scegliere. Forse un giorno, quando cresceranno, riuscirò a ritagliarmi più spazio, più tempo per me, per ritrovare quella leggerezza che oggi un po’ mi manca. Perché sì, mi sento spesso carica, piena di pensieri, di responsabilità. Ma non lo vivo con rimpianto: è una fase della vita, e so che prima o poi arriverà anche il momento di tornare a respirare più a fondo, per me».
Cosa pensa della polemica che ha coinvolto Teresanna Pugliese, criticata per essere andata a L’Isola lasciando a casa due figli piccoli, uno dei quali di pochi mesi?
«Nessuno critica una donna che torna a lavorare dopo pochi mesi dalla nascita di un figlio, lasciandolo al nido o affidandolo alla famiglia. Allora perché giudicare diversamente lei? Ha un lavoro più “visibile”, con impegni e sacrifici diversi, ma è pur sempre un lavoro. Per me non si dovrebbe mai mettere in discussione la scelta di una madre che decide di essere indipendente e di seguire la propria carriera, sia che faccia un lavoro “tradizionale” in ufficio, sia che scelga una strada più particolare o pubblica. Il rispetto per le scelte di ogni mamma dovrebbe essere la regola, senza giudizi o polemiche sterili. Tanti papà sono andati a L’Isola senza che nessuno sollevasse polemiche o ne facesse un caso nazionale».
Insomma, le donne oggi sono ancora penalizzate nella possibilità di affermarsi, soprattutto se madri…
«Purtroppo sì. La donna, nella gestione familiare, ha un ruolo molto importante e, se vuole affermarsi anche sul lavoro, trovare un equilibrio diventa davvero difficile, soprattutto se non si ha il supporto della famiglia vicina. Spesso lo stipendio va tutto in babysitter, tate o asilo, e può risultare più conveniente che la mamma resti a casa. Lo Stato dovrebbe fare molto di più, prendendo esempio dai Paesi scandinavi, che offrono politiche di supporto concrete e alleggeriscono di molto le spese per le famiglie».
Lei accetterebbe un reality come L’Isola dei Famosi o Grande Fratello? E se a voler partecipare fosse Federico, sarebbe d’accordo?
«Per me sarebbe una sfida quasi impossibile, ho uno spirito di adattamento pari a zero e il mio carattere è lontanissimo dalle dinamiche di questi programmi. Federico, invece, lo vedo più adatto a L’Isola. Lui è un tipo selvaggio, con grande capacità di adattamento, proprio l’opposto di me. Se volesse provarci lo sosterrei pienamente».
È gelosa? Vista l’esposizione social di Federico, ha mai ricevuto avance o attenzioni?
«No, non sono assolutamente gelosa. Fa parte un po’ del gioco. Sono convinta che Federico non si lasci impressionare da qualche attenzione in più, proprio come non mi faccio impressionare io».
Ha vinto “Miss Italia” nel 2014
Clarissa Marchese ha vinto la 75ª edizione di Miss Italia nel 2014. Oggi il concorso è più lontano dai fasti della TV nazionale rispetto a un tempo. «Mi dispiace – racconta – Ricordo con affetto quando Miss Italia era un evento che univa le famiglie. Da piccola ci si ritrovava tutti a casa della nonna per guardarlo insieme. Era un bel momento di condivisione. Ma erano altri tempi: oggi televisione e interessi del pubblico sono cambiati». L’era dei concorsi di bellezza, insomma, è finita? «Forse sì, anche se bisognerebbe far capire che un concorso di bellezza non significa “bella uguale stupida”. Miss Italia, per me, è stato un trampolino: una vetrina per chi aveva ambizioni nel cinema, nella conduzione, nello spettacolo. Un’occasione per farsi conoscere e inseguire i propri sogni».
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