Fabrizio Corona show a Milano: insulti, bestemmie e sessismo contro Selvaggia Lucarelli
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C’era da aspettarselo, direte voi. E in effetti sì. Mercoledì 12 marzo, sul palco del Teatro Nazionale di Milano, Fabrizio Corona ha dato il meglio (o forse il peggio?) di sé. Tra bestemmie, insulti e un numero che definire sessista sarebbe un eufemismo, l’ex re dei paparazzi ha trasformato lo spettacolo Gurulandia in una sorta di arena da social tossico, in cui il bersaglio principale è stata Selvaggia Lucarelli, anche se nel mirino sono finiti, tra gli altri, pure Elodie, Gino Paoli e Achille Lauro.
«Selvaggia Lucarelli la non giornalista è la peggiore della tv italiana. Grassa e stron*a… la conoscete la stron*a cicciona? La conoscete la stronza cicciona???».
Ma perché fermarsi a semplici insulti verbali, quando si può alzare il livello della volgarità? Corona ha pensato bene di portare sul palco una sagoma della Lucarelli e di mimare con essa un atto sessuale, condito da battute che nemmeno in una chat di adolescenti annoiati avrebbero fatto ridere. Il tutto, ovviamente, sotto gli occhi di un pubblico pagante che forse si aspettava qualcosa di diverso da un teatro che ospita anche musical e spettacoli di ben altro spessore. O, forse, sapeva già a cosa andava incontro conoscendo lo “stile Corona” e guardando agli ultimi fatti di gossip che lo hanno coinvolto, come gli attacchi a Chiara Ferragni e Sabrina Ferilli.
Selvaggia Lucarelli, che certo non è il tipo da farsi intimidire, ha commentato l’accaduto con un post sui suoi social, sottolineando la pericolosità di certi atteggiamenti: «Tira un’aria tossica e pericolosa, non mi sento per niente tranquilla».
Non è solo una questione di insulti personali: il problema è più grande e riguarda il clima di odio e violenza verbale che si respira sempre più spesso, sia online che offline. E quando questi episodi trovano spazio persino in un teatro, senza un minimo filtro, la situazione diventa ancora più grave.
Lucarelli ha infatti chiarito: «Fabrizio Corona, al teatro Nazionale di Milano, ha insultato per tre ore personaggi noti tra bestemmie, sigaretta accesa e fumata sul palco, siparietti volgari con l’avvocato Ivano Chiesa presente e ricostruzioni sul caso Fedez/Lucci/Iovino. Uno “spettacolo” che era stato già replicato al teatro Alfieri a Torino, cosa che spinge a domandarsi come sia possibile che i più grandi teatri italiani aprano le porte a tutto ciò».
E il Teatro Nazionale? Dopo le polemiche, ha rilasciato una nota ufficiale in cui prende le distanze dallo spettacolo e si scusa con il pubblico:
«In relazione a diverse segnalazioni pervenuteci da parte dei nostri spettatori, presenti in sala mercoledì sera, ci scusiamo con chi non abbia condiviso i contenuti dello spettacolo andato in scena garantendo che in futuro porremo un’attenzione maggiore nella definizione della nostra programmazione».
Scuse apprezzabili, per carità. Ma forse la vera domanda è: chi ha pensato che Fabrizio Corona potesse offrire uno spettacolo teatrale degno di questo nome? Difficile credere che chi ha organizzato l’evento fosse all’oscuro del tipo di performance che Corona avrebbe portato sul palco. Insomma, più che scusarsi dopo, sarebbe stato meglio rifletterci prima.
Ma la polemica non si è fermata al palco del Teatro Nazionale. Selvaggia Lucarelli nel suo sfogo social se l’è presa anche con il modo in cui alcuni media hanno trattato la vicenda. Tra questi, anche La7, che secondo la giornalista avrebbe tessuto fin troppe lodi allo spettacolo Gurulandia e a Fabrizio Corona.
Ed è qui che entra in scena Enrico Mentana. Lucarelli ha taggato il profilo ufficiale del TgLa7, ritenendolo colpevole di aver dato spazio allo show. Il direttore, però, non l’ha presa benissimo e ha risposto a tono su Instagram: «Selvaggia Lucarelli invita il mio tg a vergognarsi per una vicenda della quale non si è mai occupato. Capisco lo stress, ma in questi casi almeno le scuse sarebbero doverose da parte sua».
Apriti cielo! La replica della Lucarelli è arrivata puntuale, con un pizzico di veleno: «Caro direttore, ho taggato il tg anziché La7. Bastava segnalarmelo e magari dirsi dispiaciuto perché il sito della “sua” tv offre spazio a questo schifo, anziché fare il post parlando di mio “stress” (perché si sa, noi donne siamo anche un po’ isteriche)».
La polemica, però, per fortuna si è risolta subito, come ha rivelato la stessa Lucarelli: «Io ed Enrico Mentana ci siamo sentiti al telefono e ci siamo chiariti. Ho taggato per errore il tg de La7 (era il sito), lui ha provato a contattarmi, ma aveva un mio vecchio numero. È stato molto affettuoso e non ci sono strascichi di alcun tipo».
Fine della guerra, almeno per questa volta.
L’episodio, comunque, ha riaperto il dibattito eterno sulla libertà di espressione e i suoi limiti. Certo, nessuno vuole censurare nessuno, ma quando un microfono viene usato per diffondere odio, sessismo e insulti gratuiti, la questione cambia. E soprattutto, diventa legittimo chiedersi: chi ha dato spazio a questo circo?
Mentre Selvaggia Lucarelli, come sempre, risponde con lucidità e determinazione, resta da vedere se ci saranno conseguenze più concrete per chi ha permesso che un teatro diventasse il palcoscenico di un tale scempio. E, soprattutto, se il pubblico inizierà a pretendere spettacoli di qualità anziché sterili provocazioni da social.
In fondo, forse la vera provocazione oggi sarebbe questa: smettere di dare attenzione a chi ne cerca in ogni modo, anche nel peggiore.
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