È un nuovo corso quello di Fedez, che sale sul palco tra i giovani di Forza Italia nella manifestazione tenutasi a Roma, irrompendo sulla scena politica. Intervenuto per parlare di salute mentale e delle problematiche che ha sollevato a Sanremo con la sua canzone Battito, il cantante, stuzzicato da Giuseppe Cruciani, si è subito lanciato sul tema politico con una prima sortita contro Marco Travaglio, parlando di Silvio Berlusconi. «Io ho sentito Santoro dare l’onore delle armi a Berlusconi dopo che è morto – ha detto dal palco – Quando io purtroppo vedo Marco Travaglio fare un libro su Berlusconi postumo e fare la promozione pulendo la sedia, ecco, quello mi sembra totalmente inutile, se non utile alle tasche di Travaglio per racimolare qualche soldino in più. E lo trovo veramente spiacevole».
Il cantante, che ha parlato solo a margine dei problemi legati alla depressione e alle possibili soluzioni che si possono adottare, si è poi lanciato contro il sindaco di Milano Beppe Sala, con cui aveva organizzato i concerti benefici nella città del Duomo, e da cui aveva ricevuto il prestigioso Ambrogino d’oro: «A Milano mancano due anni per votare e l’ottima notizia è che chi è in carica adesso non si può ricandidare. È una cosa buona che il sindaco-influencer non si ricandidi».
Le sue parole spiazzano tutti coloro che si trovano ad ascoltarlo e ad applaudirlo in seguito, memori di un passato contro i partiti di destra del cantante. Una giornata di pace, a partire da Gasparri che ha invitato Fedez, scatenando polemiche tra i giovani forzisti, ma finendo per avere ragione, considerato l’attacco che il cantante ha riservato ai partiti di sinistra, in collaborazione con la “zanzara” Giuseppe Cruciani. “Quando invito personaggi di destra – dice il rapper parlando del suo podcast – questi vengono, invece quelli di sinistra non vengono, non vogliono confrontarsi”. Invece lui è lì proprio ad accettare la sfida di Maurizio Gasparri, perché non si tira indietro: «Non mi sono mai sottratto al confronto con persone con idee diverse dalle mie, tipo Vannacci». Alla fine proprio Gasparri, prima di farsi intervistare da lui nel suo podcast, elogia il suo ospite e si prende la sua rivincita e anche Antonio Tajani, titubante all’inizio, manda un messaggio ai giovani forzisti presenti: «Avete visto? Fedez non è poi così lontano da noi».
Il cantante, nella sua uscita da simpatizzante di destra, si addentra anche nelle leggi, parlando delle intercettazioni, appoggiando le limitazioni volute dal Governo: «Le intercettazioni costruiscono una falsa narrazione e mistificano la realtà con una facilità incredibile». Un sussulto del suo passato da rapper controcorrente Fedez ce l’ha soltanto alla domanda su cui voterebbe oggi: “Non voterei nessuno” dice, ma per il resto chiude tra gli applausi il suo intervento che passerà alla storia come quello del cambio di rotta del cantante.
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