Flotilla, 20 imbarcazioni intercettate da Israele: “Non ci fermiamo”
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La Global Sumud Flotilla diretta a Gaza è stata intercettata dalla marina israeliana già in acque internazionali. Tra i fermati, circa 200, ci sono 22 italiani. Gli attivisti denunciano l’uso di idranti.
Le navi della Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti ai palestinesi sono state bloccate dalla Marina israeliana. Israele ha intercettato 20 imbarcazioni della Globan Sumud Flotilla. A bordo di queste navi c’erano oltre 200 attivisti di 23 diverse nazioni. Le prime imbarcazioni fermate da Israele sono state Adara, Alma, Aurora, Dir Yassine, Grande Blu, Huga, Sirius, Spectre e Yulara. Poi, durante la notte, l’elenco si è allungato comprendendo le altre navi: Hio, Morgana, Otaria, Seulle, Mohammad Bhar, Florida, Oxygono, Captain Nikos, All In e Karma.
Le altre barche però non si fermano e ora – stando al racconto degli attivisti ancora a bordo – si trovano a meno di 50 miglia nautiche dalla costa. “Continuiamo a navigare nel Mediterraneo per rompere l’assedio di Gaza – racconta Saif Abukeshek, membro del comitato direttivo della Flotilla – la missione continuerà fino a quando l’ultima nave non sarà trattenuta”. Intanto c’è apprensione per Saverio Tommasi, giornalista di Fanpage, tra le persone fermate da Israele, che ha raccontato in un video di essere a bordo di una imbarcazione che è stata dirottata e scortata da una nave di Israele verso il porto israeliano di Ashdod. “Non sappiamo quando avremo sue notizie – dice il direttore della testata, Francesco Cancellato – probabilmente il suo telefono e il suo computer non sono più con lui. Noi ci attiveremo immediatamente con il ministero degli Esteri e con i corpi diplomatici per capire cosa succede al nostro giornalista”.
Tra i fermati 22 italiani
Le parole del senatore Croatti (M5s)
Tra i fermati, oltre 200, ci sono 22 italiani. I numeri vengono forniti dagli stessi equipaggi: 22 italiani, 30 partecipanti dalla Spagna, 21 dalla Turchia e 12 dalla Malesia. La Farnesina ha fatto sapere che l’intero equipaggio delle navi sarà trasferito al porto di Ashdod e trattenuto in centri adibiti, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in contatto con il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar per avere informazioni sull’assistenza ai cittadini italiani della Flotilla che sono stati fermati dalla Marina israeliana. Secondo Tajani i membri della Flotilla fermati da Israele potranno scegliere tra due alternative: la prima è accettare l’espulsione volontaria immediata, che avverrà nei tempi più rapidi possibili, la seconda è rifiutare l’espulsione immediata, accettando una detenzione in carcere in attesa di rimpatrio forzato. In questo secondo caso, i membri della Flottilla dovranno attendere il provvedimento di respingimento dell’Autorità giudiziaria. “Dovranno tutti aspettare due-tre giorni, perché essendoci la festa dello Yom Kippur fino a domani sera nessuna pratica sarà disbrigata – ha detto Tajani a Porta a Porta – gli attivisti aspetteranno in un centro e potrebbero essere rimpatriati con degli aerei, il nostro servizio consolare assisterà gli italiani”.
«Se state guardando questo video, sono stato rapito e portato via contro la mia volontà dalle forze israeliane. La nostra missione umanitaria era non violenta e rispettava il diritto internazionale. Per favore, dite al mio governo di richiedere il mio rilascio immediato e di tutti gli italiani imbarcati». Queste sono le parole affidate a un video pubblicato su Facebook dal senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, che ha annunciato di essere stato fermato da Israele. Croatti si trovava a bordo della barca Morgana sulla quale c’era anche l’eurodeputata Avs Benedetta Scuderi, anche lei fermata. «Siamo stati abbordati ma tutto quello che è accaduto è molto grave – dice Arturo Scotto del Pd – perché ci troviamo in acque internazionali e non è ancora chiaro il motivo per cui siano considerate da Israele “mare nostrum”. Sono state fatte operazioni di polizia all’interno di acque internazionali fuori da ogni canone di diritto. Siamo nel pieno di una dimensione illegale che è stata perpetrata, in realtà, lungo tutto questo cammino. Siamo arrivati molto vicino all’obiettivo che avevamo: arrivare a Gaza e scaricare gli aiuti della missione umanitaria». Se era previsto l’abbordaggio da parte della Marina israeliana, la Flotilla deuncia però le modalità: la Marina «sta usando aggressioni attive contro la Global Sumud Flotilla – dice la spedizione sul canale Telegram – La nave Florida è stata deliberatamente speronata in mare mentre le imbarcazioni Yulara, Meteque e altre sono state prese di mira con idranti. Questi attacchi illegali contro navi umanitarie disarmate costituiscono un crimine di guerra. Tutti i passeggeri a bordo sono illesi». La condanna per l’accaduto arriva anche da Hamas: «L’intercettazione in acque internazionali della Sumud Flotilla da parte dell’esercito di occupazione israeliano e l’arresto di attivisti e giornalisti» rappresentano «atti di pirateria e terrorismo contro civili e accresceranno la rabbia dei popoli del mondo – scrive Hamas in una nota – Condanniamo con la massima fermezza la barbara aggressione contro la Sumud Flotilla».
Intanto sembra che, poco fa, la nave Mikeno abbia rotto il blocco navale, entrando nelle acque territoriali di Gaza, ma i contatti con l’imbarcazione sono stati persi.
Gli scontri nelle piazze
Con i primi arresti sono scoppiate le manifestazioni in piazza in tutta Italia: da Roma a Napoli e Torino, come previsto, vari gruppi di manifestanti sono scesi in strada in segno di protesta contro l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte di Israele. A Roma, migliaia di manifestanti si sono riuniti in piazza dei Cinquecento, ribattezzata “piazza Gaza”, davanti alla stazione Termini. Le forze dell’ordine hanno chiuso gli accessi allo scalo ferroviario, consentendo solo il passaggio a chi era munito di biglietto. Bloccata anche la fermata della metropolitana. Intorno alle 21:30, il corteo ha occupato le strade circostanti e ha tentato di dirigersi verso Palazzo Chigi. Fermati dalle forze dell’ordine, i manifestanti si sono spostati verso piazza Barberini. Secondo le prime stime, i partecipanti superavano le 10.000 persone. Durante la serata sono stati lanciati alcuni fumogeni e bottiglie contro la polizia, ma non si segnalano feriti. Intanto, Cgil e Usb hanno indetto per venerdì, 3 ottobre, uno sciopero.
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