Garlasco, testimone racconta ai carabinieri che Sempio non ha mai fatto lo scontrino del parcheggio
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Non sarebbe di Andrea Sempio lo scontrino del parcheggio di piazza Sant’Ambrogio di Vigevano. L’ultimo colpo di scena sul caso di Garlasco arriva da un testimone che si è presentato nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dalla procura di Pavia. La notizia che dà potrebbe ribaltare la posizione dell’unico indagato, nella nuova indagine, sulla morte di Chiara Poggi, avvenuta nell’agosto del 2007, proprio quel 13 agosto, giorno in cui Sempio ha sempre usato come suo alibi uno scontrino di un parcheggio che il nuovo testimone dice non appartenere al giovane amico del fratello di Chiara: secondo questo nuovo testimone, mai sentito prima, quel tagliando a Sempio sarebbe stato fornito da altri e quindi non sarebbe stato lui a ritirare alle 10:18 del 13 agosto 2007 dal parchimetro il biglietto della sosta da un euro in piazza Sant’Ambrogio.
A supporto della notizia, l’uomo, nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri di via Moscova, a Milano, racconta tutti i retroscena e i dettagli per un discorso che ai carabinieri sembra credibile. Lo scontrino non sarebbe riconducibile né a Sempio né ai familiari. Lo scontrino, oggi, è sempre stato esibito da Sempio come alibi: lui, al momento del delitto, era in piazza Sant’Ambrogio. Del fatto è stata informata la Procura di Pavia che ha avviato riscontri sul racconto del super testimone. La nuova indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Pavia Stefano Civardi e dalle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, si arricchisce così di un altro pezzo che potrebbe far crollare la posizione di Sempio, dopo la riapertura del caso.
Già negli ultimi tempi non sono mancati i colpi di scena dopo l’indagine nei confronti di Sempio. L’ultimo è quello che riguarda l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, oggi indagato per corruzione in atti giudiziari, per i fatti che risalgono al 2017, quando chiese l’archiviazione per Andrea Sempio, nonostante nelle intercettazioni della famiglia del giovane molte cose fossero interessanti dal punto di vista delle indagini.
A questi buchi nelle intercettazioni (alcune frasi intercettate, infatti, non furono mai trascritte), si aggiunge il foglietto trovato in casa Sempio e scritto dal padre di Andrea, su un presunto pagamento al procuratore Venditti.
Come se non bastasse, a questo già intricato scenario, si aggiunge, nell’ultima settimana, la revoca dell’incarico di Sempio al suo avvocato storico Massimo Lovati dopo le sue uscite televisive, compresa quella con Fabrizio Corona.
Intervistato da Chi l’ha visto? in onda stasera, Andrea Sempio ha assicurato che lo scontrino del parcheggio di Vigevano della mattina in cui è stata uccisa Chiara Poggi l’aveva preso lui: «Sarebbe stata una cosa migliore se avesse destato sospetti all’epoca» in modo che le «autorità si mettessero a ricercare nelle telecamere della piazza di Vigevano se effettivamente c’era una ripresa di me quella mattina». «Forse – ha aggiunto il 37enne sotto indagine – sarebbe stato meglio per me se avesse destato più interesse in quel momento. A parte che lo scontrino me lo hanno chiesto un anno dopo e di video non ce ne erano più».
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