In questo articolo
In occasione del 14 novembre – Giornata Mondiale del Diabete, facciamo chiarezza sui luoghi comuni che circondano questa malattia: molte convinzioni diffuse non hanno alcun fondamento scientifico e, spesso, fanno più danni della patologia stessa.
In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, che si celebra il 14 novembre, torna l’attenzione sui tanti luoghi comuni che ancora circondano questa malattia. Due anni fa, in occasione della stessa ricorrenza, le maggiori città italiane erano state tappezzate da una serie di manifesti, diffusi anche sul web, con messaggi volti a smitizzare le false convinzioni sul diabete. La campagna di sensibilizzazione, promossa da Theras, azienda dedita all’innovazione sanitaria e nella ricerca medica e vincitrice anche di un importante premio assegnato dai pubblicitari italiani per la sua efficacia, mirava a intaccare le credenze più diffuse riguardo a questa patologia, che però risultano il più delle volte erronee.
Fare chiarezza sui più noti “falsi miti” del diabete rimane a tutt’oggi un obiettivo centrale per trattare un problema sanitario di dimensioni globali e molto più pericoloso per la salute di quanto vi sia percezione. Secondo Riccardo Candido, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), «è fondamentale smantellare le falsità che circondano il diabete e promuovere una comprensione più approfondita. Il diabete – prosegue Candido – è una condizione cronica che coinvolge molti aspetti della vita e le “fake news” possono indurre comportamenti sbagliati con conseguenze potenzialmente gravi per la salute». Ecco dunque i dieci “falsi miti” più diffusi sul diabete, con il commento dello stesso Riccardo Candido.
Le 10 “fake news” più comuni sul diabete
1. Mangiare zucchero causa il diabete
«Il diabete non è causato da un eccesso di zuccheri, ma da una mancanza assoluta di insulina, nel caso del diabete di tipo 1, e da una ridotta produzione di insulina associata a una ridotta sensibilità insulinica, nel diabete di tipo 2. Questo ormone garantisce che il livello di zucchero nel sangue rimanga lo stesso, a prescindere dalla quantità di dolci ingerita. L’eccessivo consumo di grassi animali (saturi) e, in minor misura, di zuccheri semplici (dolci) può semmai contribuire all’aumento di peso che a sua volta induce insulino-resistenza e comparsa di diabete di tipo 2».
2. Il diabete si trasmette solo per via ereditaria
«In entrambe le forme di diabete più frequenti si eredita una predisposizione genetica a sviluppare la malattia, non sufficiente però ad ammalarsi di diabete. La familiarità conta, ma avere un padre o una nonna con diabete non vuol dire che ci ammaleremo sicuramente, così come non avere malati in famiglia non può dare la certezza che non ci ammaleremo, a meno di non osservare uno stile di vita sano, nel caso di diabete di tipo 2».
3. Le persone con diabete non possono consumare carboidrati
«Vanno limitati gli zuccheri semplici (i dolci) per evitare il sovrappeso o l’obesità, così come per le persone senza diabete, perché anche per loro sono i principali fattori di rischio per il diabete di tipo 2. Non si deve rinunciare per forza ai dolci, se consumati in occasioni speciali e seguendo i giusti accorgimenti, ad esempio saltando il primo piatto. Fondamentale invece che la persona con diabete consumi carboidrati complessi, che dovrebbero rappresentare circa il 45-60% delle calorie giornaliere totali. Meglio prediligere amidi ricchi di fibre: pane e pasta integrali, legumi o cereali».
4. Solo le persone anziane possono sviluppare il diabete
«Il diabete di tipo 1 si sviluppa più frequentemente nei giovani (0-18 anni), ma può presentarsi in qualsiasi età. Quello di tipo 2 è, sì, correlato all’età, tanto che in passato era denominato “diabete dell’anziano”, ma con l’aumento diffuso di sovrappeso e obesità in età giovanile, il diabete di tipo 2 inizia ormai a comparire in età sempre più precoci».
5. L’insulina serve solo a chi ha il diabete grave
«L’insulina rappresenta la cura indispensabile per il diabete di tipo 1. In quello di tipo 2 si usano altre terapie non insuliniche, per cui la somministrazione di insulina viene il più possibile procrastinata. Tuttavia, anche per una persona con diabete di tipo 2 l’insulina può risultare utile: se ci si trova di fronte a uno scompenso metabolico, durante un ricovero ospedaliero, in presenza di una malattia acuta o in occasione di interventi chirurgici. Affidarsi ai centri di diabetologia, per sapere se e quando iniziare le cure con l’insulina, è il consiglio più sicuro».
6. Chi ha il diabete non può mangiare frutta, a eccezione della mela verde
«La frutta dovrebbe essere consumata con regolarità anche dalle persone con diabete. Sono indicate due porzioni di frutta al giorno, se possibile lontano dai pasti. Occorre poi sfatare il “falso mito” secondo cui chi ha il diabete dovrebbe mangiare solo mele verdi. Chi ha il diabete può mangiare tutti i tipi di frutta, variando le porzioni a seconda del tipo di frutta e del contenuto zuccherino. Si consiglia solo di limitare il consumo di alcuni tipi, ad esempio banane, fichi, uva, cachi e castagne, che a parità di peso hanno un maggior contenuto di zucchero».
7. Le persone con diabete di tipo 1 possono fare a meno dell’insulina
«L’insulina è assolutamente necessaria per chi non riesce più a produrre questo ormone come è il caso delle persone con diabete di tipo 1. La sospensione della somministrazione di insulina ai malati di diabete di tipo 1 può portare al coma e alla morte. Questo falso mito è legato anche al bisogno dilagante di credere nelle terapie tutte naturali. Il desiderio di liberarsi dalle iniezioni di insulina è sempre forte nei malati di diabete, purtroppo, però, rappresenta un’illusione con alto rischio di mortalità».
8. Avere il diabete gestazionale significa poi averlo per sempre
«Il diabete gestazionale è un aumento della glicemia nel secondo o terzo trimestre di gravidanza in donne a rischio, con un meccanismo causale legato alla resistenza insulinica simile a quello del diabete di tipo 2. Questa forma di diabete si risolve con il parto, ma le donne che ne hanno sofferto restano a rischio elevato di sviluppare diabete di tipo 2 negli anni, se non seguono un’alimentazione equilibrata, non svolgono attività fisica e non tengono sotto controllo il peso corporeo».
9. Chi ha il diabete deve stare sempre a dieta
«Chi soffre di questa malattia deve seguire un’alimentazione equilibrata come tutti: ridurre al minimo gli zuccheri semplici prediligendo i carboidrati complessi, come detto. L’alimentazione dovrebbe, inoltre, essere povera in grassi animali e ricca in frutta e verdure».
10. Chi ha il diabete di tipo 1 non può fare sport
«L’attività fisica è un ottimo strumento di prevenzione e cura. Anche nel diabete di tipo 1 l’attività fisica è fortemente consigliata come strumento di miglioramento dell’andamento glicemico, ma anche per la socializzazione e il miglioramento della qualità di vita. Chi ne soffre deve solo essere educato e formato alla gestione della terapia insulinica e dei carboidrati in corso di attività fisica, per evitare l’ipoglicemia».
A te l'onere del primo commento..