Il giallo dei due maratoneti della stessa società, morti a pochi giorni di distanza
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Hanno aperto una indagine due diverse procure, quella di Vicenza e quella di Verona, per comprendere le cause della morte di Anna Zilio e Alberto Zordan, i due maratoneti, appartenenti alla stessa squadra, trovati morti nelle proprie abitazioni. Anna Zilio, 39 anni, è stata ritrovata esanime nel suo appartamento di Verona il 13 ottobre, Alberto Zordan, 48 anni, è morto a Sovizzo (Vicenza) nella notte tra sabato 1 e domenica 2 novembre. La coincidenza ha fatto subito aprire le indagini perché sui due decessi potrebbe esserci l’ombra del doping. Appassionati di running, i due erano compagni di squadra nel team veronese Km Sport di San Martino Buon Albergo ed entrambi erano seguiti dallo stesso allenatore, Dario Meneghini, il quale aveva avuto anche una relazione con Zilio fino a qualche tempo fa.
Per comprendere cosa sia accaduto è stato fatto l’esame diagnostico sui due corpi e il prelievo degli organi per analisi successive. L’obiettivo è comprendere se nel corpo dei due runner ci siano tracce di sostanze dopanti. Sequestrati anche i certificati medici dei due atleti, mentre il titolare di Km sport, la società amatoriale per cui correvano i due atleti, allontana ogni dubbio, assicurando che anche nelle gare amatoriali vengono effettuati i controlli antidoping. I dubbi, però, ci sono: durante le perquisizioni in casa di Zilio, gli agenti hanno trovato un certificato medico di uno studio di San Martino Buon Albergo. In seguito a un confronto con il medico dello studio, però, si sarebbe scoperto che il certificato era stato manomesso, come quello dell’anno precedente.
Nel 2021 alla donna ritrovata morta dal padre ad ottobre, nella sua camera da letto, sarebbe stato imposto uno stop per problemi al cuore “Queste morti sono una tragedia, ma non hanno collegamenti – spiega Marco Pezzotti, avvocato della famigli Zilio – perché la famiglia vuole conoscere gli esiti autoptici e comprendere il perché della morte della figlia”. Intanto oggi si sono svolti i funerali di Zordan, che gli amici chiamavano il “samurai” per la dedizione con cui si allenava: Sul feretro, un paio di scarpe da running, la sua passione da sempre: l’uomo si stava allenando per la maratona di Valencia del 7 dicembre e familiari e amici lo ricordano in ottima forma.
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