Israele attacca La Freedom Flotilla: droni dall’alto e militari sulle imbarcazioni
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La Freedom Flotilla è stata attaccata da Israele. Nella notte, a circa 120 miglia nautiche dalle acque palestinesi, uno sciame di droni ha iniziato a volare sulle imbarcazioni ancora presenti nelle acque vicino la Palestina, tra cui la Coscience, l’ammiraglia e altre otto barche al seguito. “Quando siamo stati attaccati – hanno spiegato gli attivisti – la Flotilla stava navigando in conformità con il diritto internazionale, al di fuori della giurisdizione israeliana”. Dopo i droni, le imbarcazioni sono state assaltate da militari israeliani armati, che hanno spaccato con il mitra le telecamere, e bloccato le navi.
Tutto è stato filmato dalle telecamere poste sulle imbarcazioni: nei video si vedono i droni e l’assalto dei militari con abbordaggio annesso. Poi tutto viene buttato in mare e il segnale non c’è più: i militari, infatti, gettano in mare tutti gli apparecchi con cui il personale a bordo delle navi della Flotilla comunica con l’esterno. Quanto accaduto è stato denunciato anche dall’associazione legale palestinese-israeliana Adalah che segue la missione: «Prima dell’interruzione delle comunicazioni, i partecipanti a bordo della Conscience — in gran parte medici, infermieri e giornalisti — sarebbero stati attaccati da un elicottero militare israeliano, mentre le forze navali israeliane intercettavano e salivano a bordo delle imbarcazioni della Thousands Madleens. L’episodio è avvenuto a circa 120 miglia nautiche da Gaza, in acque internazionali. La missione, salpata con circa 145 persone provenienti da diversi Paesi, mirava a sfidare l’assedio imposto da Israele su Gaza».
Diverso il parere del ministero degli Esteri israeliano, che denuncia il tentativo della Flotilla di infrangere il blocco navale, come “inutile”: «Le imbarcazioni e i passeggeri sono stati trasferiti in un porto israeliano», ha scritto subito dopo l’operazione dei militari, il ministro degli Esteri, sui social: «Tutti i passeggeri sono al sicuro e in buona salute. Si prevede che saranno espulsi a breve». Tra coloro che verranno espulsi ci sono anche dieci italiani, tra attivisti e medici e proprio a loro si sta dedicando il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani: «L’ambasciata e il consolato d’Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall’alba il blocco della nuova Flotilla da parte della marina militare israeliana, Sono una decina gli italiani fermati – dice – A loro verrà prestata tutta l’assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fino al momento dell’espulsione. Al lavoro anche l’unità di crisi della Farnesina».
Le modalità dell’abbordaggio però hanno portato alle proteste, dalla Turchia all’Italia: “L’abbordaggio israeliano – protesta il ministero degli Esteri turco – è un atto di pirateria. Siamo dinanzi a una grave violazione del diritto internazionale. Israele continua a compiere atti di violenza nei confronti di iniziative pacifiche”. In Italia la protesta è affidata al deputato del Partito Democratico Arturo Scotto, già sulla Flotilla fino a una settimana fa, quando è stato anche lui arrestato ed espulso: «Dopo meno di una settimana si ripete lo stesso copione che abbiamo vissuto noi direttamente – dice – Navi che portavano aiuti a Gaza, questa volta piene zeppe di medicine e di materiale sanitario, bloccate in acque internazionali senza alcun rispetto della legge. Ancora una volta i governi non hanno mosso un dito per far aprire quel corridoio umanitario via mare chiuso dal 2007».
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