La fuga di Andrea Cavallari, condannato per la strage di Corinaldo: “Non può aver fatto tutto da solo”
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La Procura di Bologna ha diffuso le foto segnaletiche di Andrea Cavallari, uno degli autori della strage di Corinaldo, ormai in fuga da 6 giorni dopo essere uscito dal carcere di Dozza, a Bologna, per laurearsi. Le ricerche del 26enne, condannato a 11 anni e 10 mesi in via definitiva per aver causato la morte di 6 persone, adesso si spingono all’estero, nell’est Europa, mentre si cercano anche dei possibili complici. Secondo la Procura di Bologna, infatti, Cavallari non può aver fatto tutto da solo, ma ha avuto il sostegno di qualcuno per architettare una fuga che, a oggi, è riuscita. La procura sta per aprire un’inchiesta per favoreggiamento a carico di ignoti: si indaga tra la rete degli amici di Cavallari, ma anche tra gli ex compagni di carcere e i familiari del ragazzo.
Con molta probabilità già in carcere Cavallari aveva studiato il suo piano e, sempre secondo indiscrezioni, avrebbe anche utilizzato un cellulare per comunicare con l’esterno. Da quel carcere giovedì è uscito grazie a un permesso di necessità concesso dal magistrato di sorveglianza con l’obiettivo di laurearsi in Giurisprudenza. Tutto era andato secondo i piani: prima la laurea e la discussione della tesi nella sede di via Zamboni dove non era prevista la presenza della scorta, in seguito la piccola festa a pranzo con i familiari, la mamma e il patrigno, in un ristorante di pesce a Bologna. Cosa sia successo dopo è compito degli investigatori scoprirlo. Dopo una serie di accertamenti e false notizie, esce di scena l’ex fidanzata di Andrea Cavallari, inizialmente data come fuggitiva insieme al 26enne: i loro rapporti si sono chiusi da tempo e in questi giorni lei è stata nella sua abitazione e al lavoro.
Cavallari si è invece dileguato nel nulla dopo aver salutato i familiari e dopo aver detto di andare a salutare la sua fidanzata, in uno scenario tutto da ricostruire: in macchina con un amico che gli aveva dato un passaggio alle 15:30, doveva rientrare alle 18 ma non è più tornato nel carcere Dozza, né si è presentato all’appuntamento con la madre. Originario di Bomporto (Modena), Andrea Cavallari è uno della “banda dello spray” ed è stato condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi per la strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo dell’8 dicembre 2018, dove morirono 6 persone (5 ragazzi e una mamma) nella ressa di un concerto di Sfera Ebbasta. Le persone morirono schiacciate da chi cercava di mettersi in salvo dopo il crollo della balaustra dovuto alla ressa provocata dalla banda, che con lo spray urticante creava il panico cercando poi di rubare gioielli e soldi.
Sono morti Emma Fabini, 14 anni, Asia Nasoni, 14 anni, Benedetta Vitali, 15 anni, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16 anni, Eleonora Girolimini, 39 anni.
In carcere dal 2023, Cavallari si era dedicato allo studio di Giurisprudenza, laureandosi giovedì. Da quel momento, di lui si è persa ogni traccia. Con sé ha qualche centinaio di euro, regalo della famiglia per il traguardo raggiunto. Alle ricerche, seguite dal Nir e coordinate dal Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, collaborano tutte le forze dell’ordine: si cerca in regione e anche oltre i confini emiliano-romagnoli. In aiuto anche la foto segnaletica diffusa da martedì. Intanto non si placano le polemiche dei familiari delle vittime, sul permesso e sulle responsabilità di chi ha consentito a Cavallari di fuggire indisturbato. In questo senso, il Ministero sta valutando l’invio di ispettori per chiarire la questione del permesso senza scorta (era la prima volta che Cavallari veniva autorizzato a uscire dal carcere).
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