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Marco Bellavia
Arte e SpettacoloInterviste

Marco Bellavia: «Bonolis? Un amico vero, anche se oggi non ci sentiamo più»

Sonia Russo
Sonia Russo
Novembre 12, 2025

In questo articolo

  • Rivivere un sogno fatto di serenità e magia
  • Travolto da un successo difficile da gestire
  • «La depressione è un tabù, oggi come ieri»
  • L’album dei ricordi sfogliato dal pubblico
    • Tutte le date in giro per l’Italia
Marco Bellavia riporta in scena la magia di Bim Bum Bam e ci parla del legame speciale, interrotto troppo presto, con Paolo Bonolis.

Ci sono programmi che non tramontano mai, che sono capaci di restare impressi nella memoria collettiva e di evocare ricordi di un tempo in cui la televisione era magia e compagnia quotidiana. Bim Bum Bam è uno di questi: un simbolo degli anni ’80 e ’90 che ha cresciuto intere generazioni tra cartoni animati, pupazzi irresistibili e conduttori diventati volti di famiglia. Oggi, a distanza di quasi quarant’anni, Marco Bellavia torna sul palco insieme a Manuela Blanchard e al mitico Uan per riportare in scena quell’universo di spensieratezza. Lo fa con Bim Bum Bam Party, uno spettacolo che promette di far rivivere le emozioni di un’epoca indimenticabile, ma anche di aprire un nuovo capitolo, fatto di memoria, gratitudine e nuove connessioni con il pubblico di ieri e di oggi.

Rivivere un sogno fatto di serenità e magia

Marco Bellavia (60) ha raggiunto la popolarità grazie alla sua partecipazione alle serie televisive legate a "Kiss Me Licia" e alla conduzione di "Bim Bum Bam" e "Ciao Ciao" [foto: web].
Marco Bellavia (60) ha raggiunto la popolarità grazie alla sua partecipazione alle serie televisive legate a "Kiss Me Licia" e alla conduzione di "Bim Bum Bam" e "Ciao Ciao" [foto: web].

Cosa significa per lei riportare in scena Bim Bum Bam oggi, davanti a un pubblico che è cresciuto con lei?
«Abbiamo un pubblico molto vasto. Le persone che ci guardavano negli anni ’90 hanno oggi qualche anno in più e saranno il cuore del nostro spettacolo. Ma ci sarà spazio anche per i loro figli, che magari conoscono Bim Bum Bam solo dai racconti dei genitori e che potranno scoprire dal vivo cosa facevano e cosa li teneva incollati alla TV quando erano piccoli».

Cosa possiamo aspettarci da questo spettacolo?
«Ci si aspetta di ricordare ciò che si faceva e le emozioni che provavamo allora. Vogliamo far rivivere quel sogno di tempi sereni e riportare alla mente la magia di quegli anni».

Quando incontra oggi gli ex bambini che la guardavano in TV, che tipo di emozioni prova?
«Ci rendiamo conto di aver lasciato un segno e non piccolo. Sono tanti anni che ricevo questo riscontro e per me è una delle cose più belle: mi rende orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto».

C’è un momento di quegli anni che ancora oggi sente vivo come se fosse ieri?
«Quando andai al concerto di Cristina D’Avena al Palatrussardi di Milano. Fui chiamato sul palco, il pubblico urlava e quel momento fece scattare la scintilla nei dirigenti Mediaset che mi proposero la conduzione di Bim Bum Bam, che è durata dal 1990 al 2001. Da lì è iniziato tutto, fu un grande successo».

Travolto da un successo difficile da gestire

Marco Bellavia (60) e Paolo Bonolis (64) sono stati grandi amici in passato.
Marco Bellavia (60) e Paolo Bonolis (64) sono stati grandi amici in passato.

Giovanissimo, si è trovato travolto da un successo improvviso: come ha gestito quel passaggio da ragazzo normale a volto amatissimo della TV dei ragazzi?
«Facevo il fotomodello e, all’improvviso, mi sono ritrovato in TV tre volte a settimana con i telefilm di Cristina D’Avena che facevano milioni di spettatori. Ho vissuto quella fama improvvisa in modo avventuroso, con tanta spontaneità e anche un po’ di ingenuità. Mi sono ritrovato catapultato in un mondo che non conoscevo, ho commesso diversi errori, ma anche ottenuto grandi successi. Ero inesperto e poco supportato, non conoscevo bene l’ambiente e le persone intorno a me, ma nonostante tutto è stata un’esperienza straordinaria».

La fama precoce è stata più un dono o una gabbia?
«È stata un dono che, col tempo, si è trasformato anche in una gabbia. Ho vissuto alti e bassi».

Se potesse parlare al Marco di allora, cosa gli direbbe?
«Di farsi più furbo, di leggere di più, di imparare a conoscere le persone e crescere prima, per affrontare questo mondo in modo davvero consapevole. Sono maturato tardi».

Ha parlato di Paolo Bonolis come punto di riferimento: che cosa le ha insegnato davvero, al di là della televisione?
«No, Paolo non era un punto di riferimento, era un mio amico. Naturalmente lo guardavo e mi piaceva molto il suo modo di lavorare: aveva ritmi forsennati, veloci, brillanti e da lui ho cercato di trarre ispirazione. In realtà mi sono ispirato un po’ a lui, un po’ a Gerry Scotti e un po’ a Mike Bongiorno, che erano i grandi che avevo la fortuna di avere intorno».

Le piacerebbe lavorare con Bonolis?
«Moltissimo, anche se non ci sentiamo da anni. Non solo mi piacerebbe lavorare con lui, ma, ancor di più, mi piacerebbe condurre al posto suo Avanti un altro, ma non mi hanno fatto fare il provino, quando cercava qualcuno che potesse sostituirlo e credo che non lo farò mai… ».

Eravate amici, un tempo. Nei momenti in cui lei ha avuto bisogno, Paolo c’è stato?
«Sì, mi ha aiutato a fare quel passaggio di cui avevo bisogno, anche attraverso persone che conosceva. Purtroppo, non sono stato capace di portare avanti quel percorso: ho commesso errori, ci sono state interferenze, malintesi e chiarimenti mai arrivati».

C’è un episodio del suo legame con Bonolis fuori dai riflettori che vuole raccontarci?
«Ce ne sarebbero tantissimi, ma preferisco non raccontarli. Sono ricordi belli, che però custodisco per me… e magari chi verrà a teatro potrà scoprirne qualcuno. Non voglio rovinare le sorprese!».

«La depressione è un tabù, oggi come ieri»

Marco Bellavia: «Bonolis? Un amico vero, anche se oggi non ci sentiamo più»
Dopo il successo, Marco Bellavia (60) ha vissuto un periodo di difficoltà, affrontando problemi di depressione venuti fuori a "GF Vip" 2022. La sua partecipazione al reality show è stata molto discussa e ha generato polemiche a causa del presunto bullismo subito dagli altri concorrenti, portandolo al ritiro.

Abbiamo letto una sua dichiarazione nella quale diceva di essersi sentito ingabbiato nel ruolo di conduttore per bambini, quasi bloccato in un personaggio. Quanto le ha pesato questo?
«In realtà non l’ho mai detto, non è stato così».

Ha rivelato che c’è stato un momento in cui ha davvero pensato di lasciare per sempre questo mestiere: cosa l’ha fermata?
«In parte posso dire di non essere stato fermato da niente, perché a un certo punto l’ho lasciato, per un periodo non ho fatto più questo mestiere».

Lei ha affrontato periodi delicati anche a livello personale, non solo professionale. Che rapporto ha oggi con la fragilità?
«Conosco bene la mia mente, so che è fragile come quella di tante persone. Ne ho parlato apertamente, mi piacerebbe parlare di più di depressione, ma nel mondo dello spettacolo era uno stigma… e, secondo me, lo è anche oggi!».

L’album dei ricordi sfogliato dal pubblico

Manuela Blanchard (66) e l'iconico pupazzo Uan.
Manuela Blanchard (66) e l'iconico pupazzo Uan.

Uan era un pupazzo, eppure è stato un amico per milioni di bambini: che rapporto aveva lei con lui?
«Uan era un cane, un pupazzo, ma un compagno di giochi. Dietro c’erano prima Giancarlo Muratori, che poi è venuto a mancare, e poi Pietro Ubaldi, che sarà con noi anche a teatro. Il pupazzo in sé era un oggetto, ma grazie a loro prendeva vita e diventava parte di noi e con chi gli prestava la voce c’era un bel rapporto».

Tornare sul palco con Manuela Blanchard e Uan è un modo per chiudere un cerchio o per aprirne uno nuovo?
«Assolutamente per aprirne uno nuovo. Vogliamo aprire l’album dei ricordi e farlo sfogliare al nostro pubblico di allora. Sarebbe bello ritrovare quei milioni di persone che ci seguivano in spettacoli come questo».

Dopo tanti anni di riflettori e di silenzi, cosa desidera oggi come uomo prima ancora che come artista?
«Come uomo, mi sento molto realizzato come padre e come sportivo. Come artista, sento di avere ancora qualcosa da dare e vorrei poterlo condividere con il pubblico».

Un messaggio agli adulti che un tempo erano i bambini davanti a Bim Bum Bam?
«Non dimenticate il vostro passato. Vivetelo per costruire un bel presente e soprattutto per realizzare un futuro meraviglioso per i vostri figli». 

La locandina di "Bim Bum Bam Party"
La locandina di "Bim Bum Bam Party"

Tutte le date in giro per l’Italia

Lo spettacolo teatrale “Bim Bum Bam Party” è in scena in varie città italiane. Dopo la data zero del 18 ottobre al Teatro Sociale di Alba e la prima nazionale al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano il 29 ottobre, la festa continua! Lo spettacolo, che celebra il programma televisivo, sarà a Ferrara (27 novembre, Teatro Nuovo), Napoli (4 dicembre, Teatro Acacia), Catania (6 dicembre, Teatro Metropolitan), Roma (7 dicembre, Teatro Golden), Palermo (5 dicembre, Teatro Orione) e Montecatini (20 dicembre, Teatro Verdi).

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