Mario Adinolfi: «Continuo a dimagrire con le iniezioni e con il nuovo look mi vedo bellissimo»
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«Odio perdere, essere stato sconfitto da Plevani però posso accettarlo!», ha raccontato l’ex naufrago che, superato un rientro burrascoso, ci parla della sua rinascita. Dopo il ricovero per un malore post Isola dei Famosi, Mario Adinolfi è pronto a lanciarsi in una nuova vita.
Mario Adinolfi torna dall’Honduras visibilmente cambiato: 34 chili in meno, un nuovo taglio di capelli e un bagaglio emotivo che non si può misurare con la bilancia. Dopo aver resistito per anni al richiamo dei reality, ha scelto L’Isola per spogliarsi – metaforicamente e non – delle sue corazze. E lì, paradossalmente, ha scoperto che nessun uomo è davvero un’isola. Tra momenti di fragilità, riflessioni familiari, abbracci ritrovati e polemiche inaspettate, si racconta senza filtri. Il risultato? Un’intervista intensa, ironica e profondamente umana, come lui sa essere.
Un’esperienza estrema che ha lasciato il segno
Il suo rientro in Italia si è rivelato faticoso, così come gli ultimi giorni in Honduras. Lei ha dichiarato che, tra le cose non mostrate durante la sua permanenza a L’Isola, c’è stato anche un malore che l’ha costretta a ricorrere all’eliambulanza per raggiungere il pronto soccorso. Come sta adesso?
«Be’, ho vissuto un’esperienza al limite dell’immaginabile che, ovviamente, ha avuto delle conseguenze fisiche. Le ho pagate sull’isola, con un primo dolore, che è comparso tre giorni prima della finale, e poi dopo, al rientro: il viaggio di ritorno è stato particolarmente stressante e, una volta tornato “tra i vivi”, diciamo così, non sono stato accolto benissimo. Ho avuto un momento di ricovero, fortunatamente risoltosi bene. Molti valori sono rimasti alterati. Paradossalmente, quando sono partito per l’Honduras, i miei esami erano perfetti. Ma questo è uno degli effetti collaterali di un cambiamento così forte e L’Isola questo tipo di cambiamento lo innesca, sicuramente».
Sta ancora dimagrendo?
«Sto seguendo un percorso. Ho impostato un programma di dimagrimento a lungo termine con una nutrizionista e faccio delle iniezioni. Stavolta, però, non sarà più una cosa folle come durante i 57 giorni sull’isola, in cui ho perso 34 chili, l’equivalente di quattro casse d’acqua. Sarà un dimagrimento progressivo, sano».
È arrivato secondo, ma per molti lei è il vincitore morale de L’Isola. Ha riscosso più consensi naufragando in Honduras che con le sue idee politiche: ci ha pensato?
«In realtà, chi studia seriamente la politica sa che io, quando mi sono candidato alla guida del Paese alle politiche del 2018 con Il Popolo della Famiglia, ho ricevuto 219.000 voti personali. Con 219.000 elettori non avrei dominato, ma avrei potuto costruire un’isola imperiale. Ne parlavo anche con persone della mia famiglia».
Su 46 milioni di elettori, 219.000 voti. Bisognerebbe riportare questa proporzione al numero complessivo di telespettatori che guardano L’Isola dei Famosi che potrebbero essere un po’ meno di 46 milioni…
«No. Perché quei 219.000 mi sono rimasti affezionati. Mi seguono in tutto ciò che faccio. Anche sull’isola di Papua! Tornando al mio secondo posto a L’Isola, non mi sento il vincitore morale, perché essere il vincitore morale non significa nulla. Il vincitore è chi ha vinto e quella è Cristina. Però posso dire che io e Cristina ci siamo ripetuti più volte che il nostro obiettivo era arrivare in finale, io e lei. E ci siamo riusciti. Non è successo per caso. Ne sono felice».
Non gli piace perdere, ma con Cristina è stato accettabile
Perché voleva arrivare in finale insieme a Cristina Plevani?
«Perdere, per me, è sempre doloroso. Non mi piace perdere. Ma perdere con Cristina è stato accettabile. L’ho detto anche pubblicamente: pensavo potesse tradursi in un gran titolo per i giornali e la mia anima appartiene sempre al giornalismo, a chi racconta storie. L’idea che la vincitrice del primo grande reality – Grande Fratello, 25 anni fa – fosse scomparsa dagli schermi e tornasse a vincere, mi sembrava un titolo perfetto per raccontare questa esperienza. È stata una bella storia, mettiamola così».
E poi avete un legame forte.
«Sì, come si è visto. Cristina è una persona preziosa. E credo avesse bisogno di questa vittoria per rafforzare la sua autostima. Io, da questo punto di vista, ne ho meno bisogno».
Se avesse vinto lei, quale sarebbe stato il titolo?
«“Mario Adinolfi vince”. Sarebbe bastato questo. Non sarebbero servite ulteriori spiegazioni».
Perché pensa che l’abbiano voluta nello show?
«Credo di essere stato un personaggio interessante. Avevo sempre rifiutato i reality, da decenni».
Gli avevano proposto altri reality, ma...
A quali altri reality le avevano proposto di partecipare?
«Nel 2008 mi proposero La Talpa, nell’edizione condotta da Paola Perego, se non ricordo male. Avevo accettato, ero ufficialmente nel cast. Ma poi non mi sono presentato alla partenza… »
Come mai non si è presentato?
«La verità è che la mia attuale moglie mi proibì di partecipare. Melita Toniolo, che era una delle concorrenti, disse pubblicamente: “Non vedo l’ora di lavorare con Mario Adinolfi, è l’unico che mi interessa”. E io e Silvia stavamo insieme da pochi mesi. Già pensavo che sarebbe diventata la madre dei miei figli, quindi mi sono fatto da parte. C’è un bellissimo film intitolato Le conseguenze dell’amore: ecco, quella fu una di quelle conseguenze».
Questa volta, invece, nessuna naufraga l’ha aspettata con lo stesso interesse di Melita Toniolo?
«Sono troppo vecchio e troppo grasso per attirare quel tipo di attenzioni».
Una pausa forzata per stare con se stesso
Resta una curiosità: perché ha accettato di partecipare a un programma così estremo?
«Perché era il momento giusto. Avevo bisogno di una pausa, anche se forzata, per riflettere su me stesso. Un tema che affronto poco, di solito. Sono stato prima di tutto padre, forse fratello, poi figlio. Ho passato decenni a prendermi cura degli altri».
Non aveva timore di mostrarsi fragile davanti a tutta Italia, prigioniero del suo corpo, andando a L’Isola?
«Sì. Ma non ho mai vissuto quella condizione come fragilità. Nel film Mission c’è una scena in cui Robert De Niro sale la cascata portando con sé l’armatura del suo passato. È un posto incredibile, la Gola del Diavolo, tra Brasile e Argentina. Lì, De Niro porta con sé l’armatura, simbolo della violenza e del peso delle colpe: aveva ucciso suo fratello. Per me, ciò che portavo addosso non era fragilità, ma armatura. Le mie cicatrici, il senso di colpa, la mia umanità. Era una storia, se vogliamo».
Una storia potente ed estremamente delicata: perché ha deciso di raccontare in TV del suicidio di sua sorella Ielma?
«In realtà, non l’ho deciso io. Mi è stato chiesto. Il vero me stesso è lì, in quelle storie, che sono così determinanti da non poter essere taciute se vuoi essere sincero fino in fondo, anche con i milioni di spettatori che hanno seguito il programma… ».
C’è un’altra vicenda di fragilità di cui lei ha parlato, spiegando che il vero motivo che l’ha spinta a partecipare al reality è stato un patto fatto con sua figlia Clara, che sta vivendo un momento non semplice. Cosa le ha detto sua figlia al ritorno?
«“Bentornato, Papone”. C’è una foto bellissima di lei che impugna un cartellone con questa scritta. Ho voluto pubblicarla sui miei social: con gli adolescenti vige la sharia dei quindicenni, quindi è raro poter postare degli scatti che li ritraggono. Ma quel bentornato così sincero, così bello, era giusto condividerlo».
Come vive Clara il fatto che la sua storia di difficoltà con il cibo sia diventata pubblica?
«Ho rischiato molto, ma penso di aver fatto la cosa giusta. Lei sta apprezzando questa nuova dimensione, anche se ora è diventata molto esposta, pure sui social. Come ho detto in finale: è mia figlia. E non ho altro da aggiungere».
Autostima ritrovata, solidarietà e polemiche
Tutti raccontano che L’Isola mette davanti a uno specchio. Cosa ha visto di sé che non le è piaciuto?
«Mi trovo bellissimo! Il nuovo look è un regalo meraviglioso, non avevo mai fatto un taglio così radicale. Dentro e fuori: mi piaccio».
Che effetto le ha fatto ricevere aiuto da sconosciuti?
«Strano. Non l’ho chiesto esplicitamente, mi è stato offerto. Mi ha commosso. Sono uno che aiuta, ma raramente vengo aiutato così. È stato travolgente. All’inizio mi percepivano come il cattivo, ero sempre nominato. Poi però, nella quotidianità, ho ricevuto un sostegno meraviglioso. Da Omar, da Mirko, più avanti da Jay, perfino dalla “nemica” Teresanna, che è stata una mamma amorevole. E Alessia, all’inizio mi aveva nominato pesantemente: poi è diventata un’alleata. Ho ricevuto un’attenzione enorme, del tutto inaspettata. Ed è avvenuto qualcosa di miracoloso: sono nati rapporti di vera amicizia con persone lontanissime da me».
Passiamo alle polemiche, terreno dove lei non indietreggia. Se ne è innescata una con una giornalista di un noto quotidiano nazionale, secondo la quale lei ne avrebbe strumentalizzato un articolo sull’Isola per accusarla di averle fatto del body shaming. È vero?
«Assolutamente no. Le ho scritto per farle i complimenti: i suoi articoli sono godibili, ironici, scritti bene. Ma ha descritto me in modo totalmente errato. Si può scrivere bene delle cose totalmente sbagliate. Non capire questo è imbarazzante».
Però la giornalista sostiene che lei in privato le abbia fatto i complimenti per il pezzo per poi cercare clamore in pubblico, lamentando di essere stato vittima di body shaming…
«Non è vero. A un certo punto, nel nostro scambio, lei ha detto che avrebbe scritto un pezzo di risposta con un tono vagamente minaccioso. Io ho detto: benissimo! Questo è il mio campo. Ma se scrivi che sono un freak, una gigantesca pigna nel c..o, un deforme morfologicamente e poi ti offendi perché il pubblico mi ha amato… be’, ripeto: confrontiamoci. Puoi scrivere bene una marea di cavolate e lei lo ha fatto. Le ho anche trovate divertenti. Ma erano cavolate con il sapore della stizza. Perché questo “mostro” il pubblico lo ha amato».
E quelle frasi del passato, cito l’articolo, “ frasi micidiali contro donne, omosessuali e diritti civili”, le rinnega?
«No. Tutto ciò che ho detto appartiene al patrimonio delle mie idee. Chiunque ha diritto di contestarle e lo hanno fatto tutti, anche Veronica Gentili e Simona Ventura. Ma se non sono stato distrutto o umiliato, se il pubblico ha amato questo “freak”, questo mostro, ci sarà un motivo. Da un critico, mi aspetto un’analisi un pochino più profonda. Non solo stizza».
Riportando le sue parole e quelle di un famoso libro di Albert Camus, le chiedo: si può immaginare Sisifo felice?
«La novità è che non si può immaginare: Sisifo è felice. Ho cambiato il finale della storia».
Il “nuovo” Mario, con 34 chili in meno, è riuscito ad abbracciare sua madre?
«Sì, mia madre ha preteso un abbraccio. E ho capito quanto possa essere pesante quello che si dice in televisione».
Lei ha detto, citando Lucio Dalla, “Mi sto preparando, è questa la novità”: a che cosa si sta preparando, Adinolfi?
«A quello che arriverà. A un Mario più leggero, ma che non ha perso un’oncia della propria voglia di scoprire. Sono abituato al fatto che la vita possa sorprendermi e che io possa sorprendere la vita».
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