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mima-digiuno
Salute

Mima-digiuno: il digiuno che non sembra… un digiuno

Sonia Russo
Sonia Russo
Ottobre 1, 2025

In questo articolo

  • Cos’è la dieta mima-digiuno?
  • Meccanismi biologici: come agisce sul corpo
  • I cinque giorni tipo
  • Le promesse
  • Il rovescio della medaglia
  • Moda o metodo?

La dieta mima-digiuno che piace anche ai vip promette ringiovanimento, reset metabolico e dimagrimento. Ecco come funziona.

Immaginate una dieta che vi faccia sentire “leggeri”, quasi come se aveste digiunato… ma senza dover combattere la fame a oltranza. E se vi dicessero che esiste e che anche qualche vip come ad esempio Paola Barale ne ha parlato a La Vita in Diretta come una delle sue “strategie segrete di bellezza”? È il fascino del “low‐calorie mascherato”.

Da qualche tempo si parla sempre più spesso di pratiche alimentari “alternative” o “anti-età” che promettono pulizia interna, rigenerazione, metabolismo più efficiente. Tra queste la dieta mima-digiuno (o fasting-mimicking diet) è diventata una delle più “glamour”.

È innegabile, infatti, la crescente popolarità che questo schema alimentare sta acquisendo, seducendo chi cerca un metodo “smart” per dare una spinta al metabolismo o “resettare” l’organismo senza passare per digiuni estremi. Abbiamo provato ad approfondire la questione per darvi tutte le info. Occhio, però, la regola è sempre la stessa: prima di intraprendere qualsiasi percorso è sempre bene consultare il proprio medico!

Cos’è la dieta mima-digiuno?

Mima-digiuno: il digiuno che non sembra… un digiuno
La copertina del libro del dottor Valter Longo che ha inventato la dieta "mima-digiuno".

Il nome incuriosisce già da sé: il “mima-digiuno” nasce dall’idea di riprodurre molti degli effetti positivi del digiuno “integrale” (cioè, non mangiare affatto), ma rendendo l’esperienza più sostenibile e meno estremista. Si tratta, dunque, di ingannare il corpo facendogli credere di essere in digiuno, mentre in realtà gli si fornisce una quota ridotta e studiata di nutrienti.

L’idea nasce dal professor Valter Longo, ricercatore italo-americano che, insieme al suo team presso lo USC Longevity Institute, ha costruito un protocollo ispirato alle pratiche di restrizione calorica e ai dati sulle popolazioni longeve.

In pratica, per cinque giorni si segue un regime a base di vegetali, con pochissime calorie (tra 750 e 1.000 al giorno), pochissime proteine, pochi carboidrati e una buona dose di grassi “buoni” come olio extravergine e frutta secca. L’organismo, trovandosi in deficit calorico e proteico, attiva quei meccanismi interni che di solito scattano quando si digiuna davvero: “pulizia cellulare”, riduzione dell’infiammazione, utilizzo dei grassi come carburante.

L’obiettivo è stimolare la rigenerazione, alleggerire il corpo e magari buttare giù anche qualche chilo, senza dover arrivare al trauma del digiuno totale.

Meccanismi biologici: come agisce sul corpo

Mima-digiuno: il digiuno che non sembra… un digiuno

Affinché la mima-digiuno abbia un senso, deve attivare processi biologici favorevoli. Va detto che molti di questi meccanismi sono ben dimostrati in modelli animali o cellulari; nell’uomo, le prove sono ancora limitate. Ma quali sono? Ecco quelli indicati dalla Fondazione Valter Longo e da alcuni esperti di salute e benessere che hanno esaminato il metodo:

Quando mangiamo molti nutrienti — specialmente proteine e zuccheri — il corpo attiva vie metaboliche legate alla crescita (via IGF-1, TOR, S6K ecc.). Queste vie sono utili in alcuni momenti (crescita, riparazione), ma se mantenute alte per tempi lunghi sono state associate a invecchiamento, cancro, malattie metaboliche. Nel digiuno (o in regimi che restringono nutrienti) queste vie vengono attenuate, costringendo le cellule a “entrare in modalità difesa”.

Durante periodi di restrizione calorica, le cellule attivano meccanismi di “pulizia interna”: smaltiscono componenti danneggiate (mitocondri “vecchi”, proteine malformate) attraverso l’autofagia. Questo processo è spesso citato come una delle chiavi del “ringiovanimento cellulare”.

Con nutrienti ridotti, le cellule “sopravvivono” disattivando parte del loro metabolismo, riducendo la produzione di radicali liberi. Quando termina il periodo di restrizione, il corpo può usare il “momento di recupero” per rigenerare o riparare.

Con l’apporto calorico basso, il corpo inizia a bruciare più grassi, con un aumento dei corpi chetonici. Questo sposta l’energia dai carboidrati ai lipidi, favorendo la perdita di grasso e mantenendo relativamente la massa magra.

I cinque giorni tipo

Mima-digiuno: il digiuno che non sembra… un digiuno
Durante il periodo di mima-digiuno, l’apporto calorico si aggira intorno alle 700–1100 kcal al giorno, suddivise in cibi principalmente vegetali come zuppe, barrette, crackers, frutta secca ed estratti.

La dieta si struttura in un mini-programma di cinque giorni consecutivi e prevede pasti già bilanciati e pronti, spesso forniti sotto forma di kit specifici.

  • Il primo giorno è il più “generoso”: circa 1.000 kcal totali, con prevalenza di grassi, meno carboidrati e poche proteine (composizione approssimativa: 34% carboidrati, 56% grassi, 10% proteine).
  • Dal secondo al quinto giorno si scende a 750 kcal, quasi tutte da verdure, legumi, noci, semi, olio d’oliva, tisane e poco altro (composizione approssimativa: 47% carboidrati, 44% grassi, 9% proteine).

Niente carne, niente latticini, niente zuccheri: è una full immersion vegetale che, per chi è abituato a una dieta ricca, può sembrare una prova di resistenza. Molti raccontano di sentirsi più leggeri e lucidi, ma i primi giorni si potrebbero avvertire fame e qualche mal di testa.

La buona notizia è che finito il ciclo non bisogna continuare a soffrire: la mima-digiuno va fatta ogni tanto, non è una dieta da seguire tutto l’anno. Secondo il piano raccomandato dalla Fondazione Valter Longo, un ciclo può essere ripetuto ogni 1–6 mesi, a seconda dello stato di salute, età e obiettivi.

Le promesse

Mima-digiuno: il digiuno che non sembra… un digiuno
Dimagrimento, reset metabolico e anti-aging sono alcuni dei benefici promessi dalla dieta mima-digiuno.

Quali sono i benefici della dieta mima-digiuno?

  • Dimagrimento: in media si perdono 2 chili, soprattutto di grasso viscerale, quello più rischioso per la salute.
  • Reset metabolico: aumentano i corpi chetonici, il corpo impara a bruciare grassi, si abbassa la glicemia.
  • Infiammazione giù: cala la proteina C-reattiva, uno dei marker dell’infiammazione sistemica.
  • Anti-aging: si riduce il livello di IGF-1, un fattore di crescita che, se troppo alto, viene associato a invecchiamento e rischio tumorale.

E non è finita: in modelli animali la mima-digiuno ha dato risultati incoraggianti contro autoimmunità, tumori e perfino neurodegenerazione. Ma attenzione: si parla di ricerche su topi, non di effetti garantiti sull’uomo. Gli studi clinici finora sono piccoli, con pochi soggetti, e vanno presi con la giusta dose di entusiasmo… e di prudenza.

Il rovescio della medaglia

Mima-digiuno: il digiuno che non sembra… un digiuno
È sempre necessario rivolgersi a un medico prima di intraprendere qualunque programma.

Se tutto questo vi sembra troppo bello per essere vero, ecco l’altra faccia della medaglia. La mima-digiuno non è per tutti e può avere effetti collaterali non da poco. Tra gli effetti collaterali segnalati ci sono fame, crampi, debolezza, mal di testa e disidratazione (anche se il piano prevede l’obbligo di bere molto!). Inoltre, il calo di peso iniziale è spesso legato anche alla perdita di acqua e glicogeno, quindi non tutto è “grasso bruciato”.

Ci sono poi categorie per cui è sconsigliata: adolescenti, donne incinte o in allattamento, anziani fragili, chi soffre di disturbi alimentari, chi ha diabete insulinodipendente, anemia, problemi renali o altre patologie importanti. E no, non è un protocollo da improvvisare a casa: se si vuole provare, va fatto con la supervisione di un medico o un nutrizionista.

Moda o metodo?

Mima-digiuno: il digiuno che non sembra… un digiuno
C'è anche Paola Barale (58) tra i fan del mima-digiuno: lo ha svelato durante una puntata di "La Vita in Diretta".

Il fascino della dieta travestita da digiuno è forte, e l’idea che possa aiutare a “ringiovanire” lo rende ancora più seducente. Non stupisce che tra social, TV e riviste di benessere la mima-digiuno abbia un’aura glamour, spesso alimentata dall’associazione a personaggi famosi. Ma la verità è che, al di là delle chiacchiere, è un protocollo serio, nato in laboratorio, con tanto potenziale, ma anche con limiti chiari.

Insomma: non è una pozione magica. È uno strumento che può avere senso per qualcuno, se usato bene, ma che non sostituisce il buon senso, una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. È un po’ come un abito di alta moda: affascinante, di grande impatto, ma che non sta bene a tutti e non si indossa tutti i giorni. Promette molto e qualcosina mantiene, ma solo se portata avanti con attenzione, senza illusioni e, soprattutto, con la supervisione di un medico.

Perché sì, il sogno di un corpo rigenerato in cinque giorni è bellissimo. Ma la vera longevità, quella che conta, si costruisce ogni giorno con equilibrio, movimento, sonno e, magari, qualche ciclo di mima-digiuno fatto nel momento giusto e con la guida giusta.

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