Ponte sullo Stretto, Salvini presenta il progetto definitivo. Le opposizioni: “Uno spreco di soldi, si finisca la Salerno – Reggio Calabria”
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Il ponte avrà 3,3 chilometri di campata unica. “Opera strategica per tutta l’Italia” secondo Meloni. Il termine dei lavori, che inizieranno a settembre, è previsto per il 2032-2033
“Opera strategica per tutta l’Italia”. Ha battezzato così il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto la premier Giorgia Meloni. Il progetto è stato presentato a Messina dopo aver ricevuto l’approvazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess). Una svolta che ha portato Matteo Salvini ad annunciare l’inizio dei lavori per il prossimo settembre. «Essere qui è un’emozione – ha detto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini all’incontro cui hanno partecipato tutti i membri del governo – perché non si era mai arrivati all’approvazione del progetto definitivo con l’intera copertura economica garantita e la condivisione con territori e regioni».
Opera unica al mondo
L’opera sarebbe unica al mondo: il ponte avrà 3,3 chilometri di campata unica, due piloni da 400 metri sulle due sponde, tre corsie stradali per senso di marcia, due binari ferroviari. Oltre ai miglioramenti nelle reti autostradali che porteranno al ponte, secondo il progetto, prenderà forma anche “la metropolitana dello Stretto”, un circuito metropolitano con treni ferroviari e tre nuove fermate sul lato messinese, pensata per studenti, lavoratori e pendolari, in un’area che conta 400mila persone. Il progetto secondo Salvini attirerà anche tanti turisti, che vorranno vedere il ponte a campata unica più grande al mondo. Per il pedaggio si parla di un costo inferiore ai 10 euro con riduzioni di rilievo per studenti e abitanti delle due sponde del ponte.
Salvini: "Contrasteremo interessi della mafia"
La realizzazione dell’opera è stata affidata all’azienda We Build, ma verranno coinvolte aziende di tutta Italia. L’opera costerà 13,5 miliardi di euro e vedrà anche il governo impegnato a contrastare le infiltrazioni mafiose sulla costruzione dell’opera: «Contrastare ogni qualsivoglia tentativo di infiltrazione sarà una nostra ragion d’essere – dice Salvini che, dopo Messina, inaugurerà il progetto anche sulla sponda calabrese – Con il ministero dell’Interno si stanno adottando tutti i protocolli come già per Expo e le Olimpiadi: bisogna attenzionare tutta la filiera, perché sia impermeabile ai malintenzionati. Se si dovesse non fare il ponte perché ci sono mafia e ndrangheta allora non facciamo più niente». La fine dei lavori è prevista per il 2032 o 2033.
Meloni: "Tappa fondamentale"
Alla riunione ha partecipato anche la premier Giorgia Meloni: «La riunione odierna del Cipess segna una tappa fondamentale nell’azione di questo Governo – ha dichiarato – questa è un’infrastruttura dai tanti primati, a partire da quello che lo renderà il ponte sospeso a campata unica più lungo del mondo. Ma il progetto non si limita alla costruzione del ponte in senso stretto. Sono previsti infatti oltre 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari per connettere l’infrastruttura. È un’opera strategica per lo sviluppo di tutta la Nazione, frutto di un lungo processo progettuale e normativo – i primi progetti risalgono alla fine degli anni Sessanta – che questo Governo ha scelto di riavviare ufficialmente nel 2023, dopo la sospensione decisa dal Governo Monti nel 2012. Di questo ringrazio il ministro Salvini per il coraggio e la determinazione».
Le opposizioni insorgono: "Spreco di soldi"
Le opposizioni, però, non ci stanno e appoggiano le associazioni ambientaliste unite in protesta nello stesso giorno dell’annuncio del progetto definitivo. «Altro che giornata storica: oggi è una giornata triste per il Mezzogiorno e per tutto il Paese – dice Anthony Barbagallo del Partito Democratico – Il via libera del Cipess al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto rappresenta un colossale spreco di risorse pubbliche, un monumento all’inutilità e alla propaganda di Salvini. Un’opera vecchia, contestata, irrealizzabile nei tempi e nei modi raccontati, che cancella con un colpo di spugna le vere priorità del Sud». Contrari alla realizzazione anche 5 Stelle e AvS: «Il Governo trova 13,5 miliardi per il Ponte sullo Stretto – dice il senatore Pietro Lorefice – da oggi ufficialmente autorizzato dal Cipess, mentre per l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria mancano ancora 17,2 miliardi per completare un’opera fondamentale per evitare che dal “profondo Sud“ ci si possa impiegare anche 20 ore di treno per raggiungere la capitale. È vergognoso dare priorità a un progetto senza progetto se non quello di creare un ponte di poltrone, quando le infrastrutture ferroviarie restano senza copertura finanziaria e ferme a un binario morto». Le opposizioni si affidano adesso all’ultimo ok che deve arrivare dalla Corte dei Conti e da Bruxelles: all’Ue si sta esaminando l’impatto ambientale del ponte e la sua incidenza sull’habitat. Nella costruzione del ponte sono interessati 8 comuni sul versante calabrese e 6 su quello siciliano. A Villa san Giovanni, in Calabria, è previsto l’abbattimento di 150 edifici, 250 sono quelli sul fronte messinese, a Torre Faro.
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