Regno Unito, Francia e Canada riconoscono lo Stato di Palestina, l’Italia decide di aspettare ancora
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I tre Paesi sono i primi del G7 a riconoscere lo Stato di Palestina. Stramer: “Abbiamo preso questa decisione per ravvivare la speranza di pace per i palestinesi e gli israeliani e una soluzione a due Stati”.
Regno Unito, Francia e Canada hanno detto “sì” al riconoscimento dello Stato della Palestina. Le tre nazioni sono infatti i primi Paesi del G7 a riconoscere lo Stato palestinese e si aggiungono agli oltre 150 membri delle Nazioni Unite che hanno già dimostrato parere positivo, gli ultimi in occasione dell’Assemblea generale Onu a New York. Il primo passo in avanti verso questa decisione era stato fatto dalla Svezia, nel 2014. La decisione di Parigi e Londra ha scatenato non poche polemiche dagli altri paesi del G7 che non hanno aderito. Con loro hanno invece dato parere positivo Andorra, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Malta e San Marino che hanno deciso di riconoscere la Palestina in occasione dell’Assemblea generale Onu di New York, in corso in questi giorni, dal 23 al 29 settembre.
Va ricordato che lo scorso anno, l’Assemblea aveva già votato una risoluzione positiva sullo Stato di Palestina.
Macron: «Riconoscere lo Stato di Palestina»
«Data l’estrema urgenza della situazione a Gaza e nei Territori palestinesi, ho ribadito al Presidente palestinese la mia intenzione di riconoscere lo Stato di Palestina lunedì a New York“, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri ha dato seguito alle sue parole. Per il capo dell’Eliseo la Palestina «fa parte di un piano di pace globale per la regione, volto a soddisfare le aspirazioni di sicurezza e pace sia degli israeliani che dei palestinesi». Il Presidente francese ha quindi aggiunto che «questo riconoscimento è un modo per affermare che il popolo palestinese non è un popolo di troppo».
Quanto alle decisioni del primo ministro del Regno Unito Keir Starmer, sono arrivate contestualmente alle proteste mondiali degli ultimi gironi e anche per via delle immagini che arrivano da Gaza. «Abbiamo preso questa decisione per ravvivare la speranza di pace per i palestinesi e gli israeliani e una soluzione a due Stati», ha detto. «Chiediamo nuovamente al governo israeliano di revocare le inaccettabili restrizioni al confine, di porre fine a queste tattiche crudeli e di consentire l’afflusso di aiuti – ha dichiarato Stramer dopo la storica decisione presa da Londra – il governo israeliano sta intensificando il conflitto e la speranza di una soluzione a due Stati sta svanendo. Ma non possiamo permettere che quella luce si spenga».
Tajani: «Riconoscere la Palestina ora è un errore clamoroso»
Quanto all’Italia, ritiene che questa soluzione si debba raggiungere attraverso i negoziati tra israeliani e palestinesi nell’ottica dei due Stati. Una posizione ribadita dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della riunione delle Nazioni Unite: «In quella sede approveremo il documento per la costruzione dello Stato palestinese, per seguire quel percorso. Ma non possiamo riconoscerlo oggi, perché è inutile. Oggi non c’è lo Stato palestinese». Diverso il discorso sulle sanzioni commerciali: «Valuteremo – dice Tajani – nella consapevolezza però che non debbano esserci ricadute negative sui civili israeliani». Di stesso parereMatteo Salvini che, intervistato da una tv israeliana, ha detto: «Riconoscere adesso uno Stato palestinese, con Hamas ancora attivo, è un errore clamoroso». Il non riconoscimento della Palestina da parte dell’Italia alimenta lo scontro politico: «Giorgia Meloni continua a rifiutarsi di venire in Parlamento a spiegare cosa farà l’Italia rispetto al riconoscimento dello Stato di Palestina e alle sanzioni per il governo israeliano – dice la segretaria del PD Elly Schlein, commentando e stigmatizzando l’intervento della Premier su Rai1 nel programma Domenica In nell’ambito del quale ha parlato di cibo italiano – però continua a trovare il tempo di confezionare spot elettorali sul servizio pubblico».
Intanto, nella giornata di ieri, 22 settembre, circa 170mila italiani sono scesi in piazza in tutta Italia, da nord a sud, per chiedere lo stop delle operazioni militari di Israele contro la popolazione civile palestinese.
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