Sedurre con stile (e senza cliché): l’arte dell’estate secondo Luca Fiocca
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Seducenti si nasce o si diventa? Ce lo siamo chiesti tutti almeno una volta, magari davanti a uno sconosciuto che ci ha fatto battere il cuore… e poi è sparito come un miraggio tra le onde. Ma se è vero che l’arte della seduzione ha qualcosa di innato, è altrettanto vero che si può affinare, come un profumo raro o un cocktail perfetto. A raccontarcelo è Luca Fiocca, autore del libro dal titolo enigmatico Se è tortora all’acqua torna e vero maestro nel trasformare un semplice incontro in un piccolo romanzo estivo.
Dal look alle parole, dai gesti ai silenzi, Fiocca ci accompagna in un viaggio tra fascino, leggerezza e sottile ironia. E attenzione: non si tratta di “rimorchiare”, ma di lasciare il segno… come quel profumo che resta anche quando la persona è andata via.
Pronti a scoprire come flirtare con garbo nell’estate 2025 senza sembrare in caccia? Allacciate i sandali, si parte.
Seducente si nasce o si diventa?
«Probabilmente si nasce con una certa predisposizione: una scintilla, una sfumatura di carisma che si insinua nei gesti, nello sguardo, perfino nei silenzi. Ma è solo vivendo, sbagliando, osservando e perfezionando che quella scintilla può diventare fiamma. Essere seducenti non significa attirare tutti, ma saper parlare, senza parole, a chi è pronto ad ascoltarti. Il carisma non fa rumore. Non reclama attenzione. Ma quando entra in una stanza, la cambia… ».
Qual è il primo errore da evitare quando si cerca di flirtare sotto l’ombrellone?
«Domandare. Non chiedere “Sei fidanzato/a?”, “Quanti anni hai?”, “Vivi qui?”. Il seduttore non interroga, intuisce. Non si avvicina con l’urgenza di chi vuole sapere, ma con la calma di chi sa aspettare. Mai domandare ciò che potrebbe mettere l’altro in imbarazzo o, peggio, sulla difensiva. La seduzione è un invito, non un’intervista!».
Ci rivela la “tecnica segreta” per conquistare in vacanza? Quella che non fallisce mai… o quasi!
«Fingere di non averla. La seduzione non si presenta con il biglietto da visita in mano. Una coincidenza, una richiesta di informazioni, uno sguardo che dura un istante in più… Se è costruito, deve sembrare accaduto per caso».
Ci sono gesti o linguaggi del corpo che trasmettono interesse in modo sottile ma efficace?
«Sì. Un sorriso che si trattiene un attimo prima di esplodere. Un’inclinazione del capo. Il tocco distratto sui propri capelli. Il corpo parla, se sappiamo osservarlo. E chi sa leggere, risponde senza bisogno di parole».
Come capire se la persona che ci piace sta flirtando con noi o è solo gentile? Quando è il momento di fermarsi?
«C’è una linea sottile tra cortesia e interesse, e si chiama “spontaneità”. Quando qualcosa arriva senza che sia stato chiesto (un messaggio, un numero, una proposta) allora forse c’è qualcosa di più. Il vero segreto è saper ascoltare non solo ciò che viene detto, ma il modo in cui lo si dice».
Come si fa a capire se è solo una cotta da vacanza o qualcosa di più?
«Il tempo è il miglior giudice. Se dopo i tramonti, le granite e i balli in piazza, resta ancora il desiderio di sapere com’è il lunedì dell’altro, allora forse, quella era una storia che valeva il viaggio. Non quello in treno. Quello dentro di sé… ».
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