Traccia di Dna non conosciuto nella bocca di Chiara Poggi, è di un terzo uomo presente sulla scena del crimine
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C’è una traccia di Dna maschile nel corpo di Chiara Poggi ma non è di nessuno dei due uomini fino a oggi tirati in ballo dalla Procura: né di Alberto Stasi, ex fidanzato condannato a 16 anni per l’omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007, né di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, oggi indagato nell’ambito di una nuova indagine, per omicidio in concorso. I dubbi però sono ancora tanti e, secondo le prime indiscrezioni, questo Dna apparterebbe a un assistente del medico legale Marco Ballardini che intervenne dopo l’omicidio della ragazza e quindi sarebbe soltanto un inquinamento nell’ambito delle prime indagini.
La rivelazione arriva dall’esito del tampone orale effettuato sul corpo di Poggi, analizzato nel corso del maxi incidente probatorio, disposto dal Gip Daniela Garlaschelli, per la prima volta dopo diciotto anni, nelle nuove indagini disposte dalla Procura di Pavia ed eseguite dai carabinieri di Milano.
Il tampone, nelle indagini del 2007 non venne mai analizzato, a differenza di quelli relativi alle parti intime di Chiara, analizzati ieri una seconda volta, senza che abbiano dato nuove tracce di materiale genetico.
In queste nuove indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano coordinati dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone, dall’aggiunto Stefano Civardi, dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, il Dna isolato dalla genetista Denise Albani nella bocca e sulle labbra di Chiara, porta ancora una volta un caso di possibile inquinamento delle prove: il profilo, al momento,, non corrisponde a nessuno tra quelli analizzati dagli inquirenti, neanche a un altro trovato sulle unghie della ragazza che non trova altre corrispondenze, ma sarebbe, secondo fonti, attribuibile a Ernesto Gabriele Ferrari, assistente del medico legale che ha eseguito i primi rilievi sul corpo della ventiseienne uccisa il 13 agosto 2007 .
Nonostante questa indiscrezione, confermata dagli esperti in campo, se ci sia un terzo uomo sulla scena del crimine è proprio quello che si chiede la Procura, che intanto ha iscritto Sempio nel registro degli indagati per omicidio “in concorso” e quindi ipotizza che quel giorno in casa Poggi ci sia stato qualcun altro. Questa nuova traccia si aggiunge ad altre isolate nel corso dell’incidente probatorio: l’impronta trovata nell’anta fissa della porta della cucina (non insanguinata) e l’altra impronta di scarpa trovata sul tappetino del bagno.
«Non ci sono Dna di soggetti sconosciuti sulla scena del crimine e ovviamente tanto meno sul corpo di Chiara – ha intanto dichiarato a caldo il legale della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni – è un dato che per quanto possiamo sapere è totalmente destituito da qualsiasi fondamento e che ancora una volta denota come, in assenza di riscontri oggettivi alternativi alla verità processuale accertata e che ha individuato Stasi quale responsabile, prospetta ipotesi infondate».
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