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Eccomi qui ancora una volta, con la valigia pronta, il passaporto in mano, la macchina fotografica a tracolla e una pila di libri, scelti per il viaggio, che sto cercando di infilare ovunque (anche negli zaini altrui).
A oggi ho visitato 74 Paesi, per ogni meta scelta l’entusiasmo cresce in maniera esponenziale insieme alla curiosità di immergermi in un luogo nuovo, simile per certi versi a ciò che si prova sfogliando un libro e lasciandosi trasportare dalla fantasia cullati dalla magia delle parole.
Come organizzo i miei viaggi ?
Due semplici step:
1. Scelgo la meta affidandomi al destino: punto il dito sul Mappamondo (il mio ha più di 100 anni).
2. Vado in libreria.
Non pensiate che io acquisti le classiche guide che tutti conosciamo (per altro utilissime) la vera differenza per percepire l’essenza della futura destinazione avviene attraverso le parole degli scrittori locali, e quindi via all’acquisto compulsivo di testi, romanzi, saggi e, perchè no, anche poesie di autori che sono nati e cresciuti in quei luoghi.
Per il viaggio di oggi mi sono affidata a una piccola ma speciale casa editrice tutta al femminile : Edizioni Nottetempo, di cui ancora non vi ho parlato e che ha una straordinaria storia alle spalle. Edizioni Nottetempo nasce nel 2002 grazie a Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi. Casa editrice indipendente, si dedica alla pubblicazione di narrativa, saggi e poesia, con un approccio che privilegia autori capaci di indagare le contraddizioni e le complessità della società contemporanea. L’obiettivo è offrire uno sguardo originale e stimolante sul mondo che ci circonda.
Le collane che adoro “Sassi” e “Gransassi”, hanno un formato compatto e pratico, ideale per accompagnare i lettori ovunque, soprattutto in viaggio, da sfogliare nei momenti di pausa o durante gli spostamenti.
Ovviamente non ho resistito e li ho già letti, ma ho deciso ugualmente di portarli con me perché sono libri che meritano una seconda e attenta lettura.
Autore: Kim Thúy
Titolo: Riva
Titolo originale: Ru
Edizione: Nottetempo, 2010
Pagine : 156
Il libro è incredibile, la sua traduzione un po’ meno a iniziare dal titolo malamente tradotto in Riva.
Ma partiamo dal principio, Kim Thuy, scrittrice esule vietnamita, presenta il suo primo romanzo “Ru” al salone del libro di Parigi nel 2009 e diventa in pochissimo tempo uno dei libri più interessanti del panorama internazionale.
Per questo progetto intimamente autobiografico, rivolto alla guarigione delle sue ferite spirituali, l’autrice sceglie una eccezionale scrittura frammentata, scarna da ogni opulenza grammaticale, netta, sintetica, sembrerebbe quasi spoglia quando in realtà è densissima, diretta a evidenziare l’essenza della vita.
Di più non vi dirò, altrimenti che gusto ci sarebbe a leggere un piccolissimo libricino che e’ più fertile di un seme e sono certa vi germoglierà nel cuore come una piccola piantina di riso.
Consigliato a chi ha la lacrima facile.
Autore: Kim Thúy
Titolo: Il mio Vietnam
Titolo originale: Vì
Edizione: Nottetempo, 2017
Pagine : 142
Diventa difficile decidere quale dei due libri sia migliore, l’autrice affronta il tema dell’esilio e del dolore affidandosi allo stesso stile scarno ed essenziale che conosciamo.
L’autrice in questo caso ci guida in una geografia di ricordi a ogni breve capitolo, che assomiglia più a una fotografia , viene dato un titolo scritto in orizzontale a lato della pagina, che rimanda, come già detto, a un luogo.
Tra i due questo mi sembra meno riuscito, ma ugualmente molto bello.
A te l'onere del primo commento..