USA, Musk lancia il suo “America Party”. Trump: “Crea solo confusione”
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È pronto a rompere il duopolio repubblicani-democratici, Elon Musk, l’imprenditore leader di Tesla che ha deciso adesso, dopo gli screzi con l’ex amico Donald Trump, di fondare un suo partito, America Party. L’obiettivo è quello di presentarsi già alle elezioni di midterm 2026, e Musk ha già lanciato la sua campagna, con tanto di manifesti in cui prende le sembianze del celebre “Zio Sam”. In passato chi ha provato a rompere l’ormai consolidata divisione in due partiti degli USA non è mai riuscito ad averla vinta. Il ricco imprenditore, che ha litigato con Trump, ha dalla sua il potere dei social e i miliardi di dollari che possono supportarlo in una campagna elettorale.
Ma chi sono i potenziali elettori? I consensi cercati da Musk vengono ricercati tra gli imprenditori delusi da Trump, elettori con idee di centro, o persone deluse dalla confusione che regna sul fronte democratico. Musk, dalla sua parte, non si ritiene di destra o di sinistra, preferisce dire di stare “Avanti”. Secondo i primi sondaggi, i primi candidati del nuovo “America Party” possono arrivare anche al 12% ma l’obiettivo di una possibile candidatura di Musk come Presidente rimane comunque un sogno impossibile. Pur ricevendo la maggioranza dei consensi, con la normativa vigente, solo chi è nato negli Usa, potrà candidarsi a divenire Presidente, mentre Musk, americano d’adozione, è nato a Petroria. L’idea, per ora, è comunque coinvolgente: “dobbiamo creare l’America Party?” – ha chiesto Musk sul suo social “X” e Il post è stato visualizzato da 80 milioni dei 221 e hanno risposto 1,2 milioni di persone. Il 65% ha detto sì. «Il modo in cui intendiamo spezzare il sistema – ha spiegato Musk ai follower – è usare una variante di come Epaminonda distrusse il mito dell’invincibilità di Sparta a Leuttra: forza concentrata al massimo in un punto preciso del campo di battaglia».
Così, dopo settimane di domande e sondaggi, Musk ha deciso di iscrivere il partito: la sede è a Hawthorne in California, il tesoriere è un collaboratore di Musk a Tesla, Vaibhav Taneja. «È ridicolo fondare un terzo partito. Stiamo riscuotendo un enorme successo con il Partito Repubblicano. Fondarne un altro aumenta solo la confusione», ha commentato Donald Trump che fino al mese scorso collaborava ancora con Musk. I due si sono scontrati più volte nelle ultime settimane, a colpi di dichiarazioni sui social, con Musk che dopo aver criticato il piano economico di Trump, ha lanciato l’affondo accusando di pedofilia il Presidente americano in pectore. Le dichiarazioni reciproche hanno danneggiato anche Musk, con il titolo Tesla che è crollato in borsa dopo che il leader ha lasciato il dipartimento per l’Efficienza Governativa. E proprio alle sue aziende potrebbe mirare Trump per danneggiare quello che è l’uomo più ricco del pianeta.
Il primo banco di prova sarà quindi rappresentato dalle elezioni di metà mandato, quando un terzo dei senatori e tutti i deputati dovranno sottoporsi agli elettori. Le elezioni sono previste per il prossimo autunno in un momento non certo felice per il presidente Donald Trump, che ha fallito i suoi annunci sulla pace immediata nei due conflitti in corso, quello in Palestina e quello in Ucraina: in questo contesto incerto, tra dubbi di molti, Musk prova a inserirsi in un quadro incerto che potrebbe danneggiare più la destra americana che i democratici, considerando che l’imprenditore di Space X e Tesla, non è poi giudicato troppo diverso dal miliardario Trump.
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