Elite Pages: il metodo di scrittura per ritrovare benessere
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Mettere nero su bianco i pensieri è terapeutico, lo dice la scienza. Elite Pages vi mostra come farlo: tradurre in parole le emozioni è un’arte, e noi ve la insegniamo…
Ormai la scienza lo ha ampiamente riconosciuto: scrivere fa bene, è terapeutico, aiuta il nostro benessere sia fisico che mentale. Ma per avere questi benefici non basta solo l’atto di buttare giù delle righe dedicandosi a componimenti letterari o a riempire le pagine del proprio diario, o, men che mai, stilare infinite liste della spesa solo per potersi dire di aver scritto qualcosa… Ci sono dei “modi utili” di scrivere , come quelli proposti dal metodo Elite Pages, attraverso i quali dare sfogo alle proprie emozioni senza farsene travolgere e al tempo stesso senza lasciarle represse a macerare sofferenze e pulsioni negative nel nostro organismo che, a lungo andare, possono tradursi in problemi non solo psicologici ma anche di salute fisica.
Ed esistono anche dei momenti più indicati di altri per lasciarsi andare alle parole che sgorgano in punta di penna o di tastiera.
Un’esperienza lunga vent’anni
Nel cercare di proporre un quadro completo e organico di cosa, come e quando scrivere si è cimentata l’esperta di comunicazione Giada Cipolletta nel volume Scrivere fa bene – il potere terapeutico della scrittura: tradurre in parole le emozioni (Dario Flaccovio Editore).
Co-fondatrice della società di sviluppo digitale e aziendale Simmat, consulente, speaker, docente e ambasciatrice del karma marketing (“quello che dai, ricevi”), Cipolletta da oltre 20 anni scrive per la carta e il web e insegna a comunicare e ideare strategie online. Con la sua esperienza ha messo a punto il metodo “Elite Pages”, perfezionato negli anni fino a renderlo ora accessibile a tutti. In cosa consiste questo metodo?
Come creare una strategia personale?
Ogni giornata va divisa in due pagine.
Prima pagina. Si tratta di una semplice pagina, completamente bianca, a unica eccezione dell’intestazione dove potremo inserire:
✔ la data;
✔ l’ora in cui ci si è svegliati;
✔ a che ora si è andati a dormire;
✔ le ore di sonno.
Come riempire gli spazi bianchi? Vedremo più avanti alcuni spunti.
Seconda pagina. È divisa in tre blocchi:
✔ gratitudine, scrivere almeno tre cose per cui si è grati. La gratitudine è supportata da numerose ricerche: aumenta felicità e ottimismo, salute ed energia, rinforza emozioni positive, riduce materialismo, migliora relazioni, favorisce il sonno e l’autostima, riduce invidia e gelosia, migliora le decisioni e la produttività.
✔ Azioni del giorno, scrivere le azioni da compiere nella giornata.
✔ Le quattro domande, rispondere alle quattro domande ispirate al libro I quattro accordi di Don Miguel Ruiz:
• sono stato impeccabile con la parola?
• Sono riuscito a non prendere nulla sul personale?
• Sono riuscito a non supporre nulla?
• Ho fatto del mio meglio?
Come riempire la prima pagina?
Si può iniziare raccontando come ci si sente fisicamente ed emotivamente, quali sono i propri pensieri ricorrenti, qual è la cosa più importante da fare adesso, oppure raccontare il proprio più grande segreto, paura o desiderio. Se non viene in mente nulla, si può partire da un esame della giornata precedente. Ecco altri esercizi per riempire la prima pagina.
Le domande essenziali
È importante dedicare una sessione mattutina a ognuna di queste domande. Dopo qualche mese, è necessario riprenderle e rispondere di nuovo:
✔ Sono felice?
✔ Mi piace il mio lavoro? È significativo?
✔ Oggi posso aiutare una persona?
✔ Le mie passioni e i miei talenti fanno parte della mia vita?
✔ Qual è il mio più grande problema in questo momento e qual è il modo più semplice, veloce e definitivo di risolverlo?
✔ Cosa sto facendo attualmente che mi fa sprecare tempo ed energia e che mi porta poca soddisfazione? Come posso eliminare/ridurre/delegare queste attività?
✔ Quale singola azione darebbe un miglioramento immediato alla mia situazione attuale?
✔ Quale buona abitudine farebbe la più grande differenza nella mia vita?
✔ Di cosa posso davvero fare a meno, per restare concentrato sull’essenziale ed essere più felice?
✔ Qual è la domanda che non mi sto facendo?
Dieci liste di cento cose che...
Un altro valido esercizio è numerare le “cose”, scriverle di getto e senza sosta. Ogni tanto occorre ricontrollare queste liste per spuntare ciò che si è conquistato:
✔ cento cose che mi piacciono di me;
✔ cento cose di cui sono grato;
✔ cento modi per coccolarmi;
✔ cento cose/persone/posti che amo;
✔ cento modi in cui mi saboto;
✔ cento idee di marketing per il mio business;
✔ cento cose in cui riesco bene;
✔ cento cose che ho realizzato nella mia vita;
✔ cento cose che voglio fare prima di morire;
✔ cento cose che mi spaventavano, ma non più.
Tutti i benefici che potete ottenere grazie a una pratica costante
✔ Pagina dopo pagina si diventa più saggi, consapevoli, forti, felici e si entra in contatto. col il proprio mentore interiore.
✔ Si monitorano molto meglio i propri obiettivi e le nuove abitudini che si vogliono acquisire.
✔ I pensieri profondi emergono e vengono messi su carta, conoscendo veramente se stessi e prendendo decisioni migliori ogni giorno.
✔ Si impara veramente dal passato.
✔ Si ammette di avere problemi e si iniziano a cercare soluzioni
✔ Si trova la forza per chiudere relazioni malsane e si guarisce dalle ferite.
✔ Ci si libera dei pensieri preoccupanti.
✔ Si elaborano le ferite del passato.
✔ Si scopre e si conoscono meglio le proprie ombre, per affrontarle.
✔ Si ha un supporto per superare separazioni, traslochi, lutti e ciò che la vita ti presenta.
✔ Si esamina la propria vita da una prospettiva nuova, da un’altitudine diversa, in cui mettere molto più a fuoco (anche eventi positivi).
✔ Nasce una nuova modalità di riflessione e di livello superiore.
Una palestra per la mente e il cuore
Così come può essere utile iniziare la giornata con una sessione mattutina di ginnastica o di pilates, anche una sessione dedicata a impostare e strutturare mentalmente e organicamente i nostri bisogni, le nostre sensazioni e le nostre aspettative per quella giornata può servire, da un lato, a sgombrare la nostra mente da zavorre che rischierebbero di affossare il nostro umore e il nostro approccio alla vita quotidiana, dall’altro a renderci più consapevoli e ad aprire la mente a emozioni altrimenti represse, ma che agirebbero comunque sotto traccia, in background.
Ovviamente, altrettanto importante dello scrivere è sottoporre in un momento successivo ad autovalutazione quanto si è scritto, osservando a mente lucida la “fotografia di noi stessi” che abbiamo fatto quel giorno, in modo da poterla inquadrare in modo oggettivo. Mettere “nero su bianco” e in modo strutturato le nostre sensazioni e i pensieri quotidiani serve dunque a dare voce all’autoespressione di noi stessi e a “giocare a carte scoperte” con il nostro io, o meglio ancora con la nostra anima, e capire se e come assecondarla o correggerla all’occorrenza, acquisendo così maggiore padronanza del nostro tempo, delle nostre abitudini, delle nostre emozioni e della nostra vita.
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